I sopravvissuti dell’Azovstal: “Ci sono 600 feriti, operazioni senza medicine e anestesia”

Gli occhi di tutto il mondo in questo momento sono puntati sull’acciaieria Azovstal di Mariupol, emblema della resistenza ucraina nei confronti dell’invasione avviata dalla Russia lo scorso 24 febbraio. Gli stabilimenti sono diventati il baluardo delle truppe di Kiev, asseragliati in condizioni terribili. Una situazione descritta dai media locali attraverso la voce di un poliziotto di Mariupol, asserragliato dentro l’acciaieria: “Qui ci sono almeno 600 feriti. I soldati feriti senza arti giacciono uno accanto all’altro, in condizioni non igieniche, tra mosche, grida di dolore e cattivi odori. La situazione è terribile: non ci sono medicine e la sala operatoria è costituita solo da un tavolo contro un muro, su cui i soldati vengono operati senza anestesia”.

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Mentre i soldati sopravvivono in condizioni da incubo, gli attacchi delle truppe di Mosca nei pressi dell’Azovstal vanno avanti senza sosta, come rivelato dal battaglione Azov su Telegram: “Il nemico continua ad assaltare il territorio dello stabilimento Azovstal. Durante l’80° giorno dell’invasione su vasta scala, gli occupanti hanno sganciato bombe aeree sui difensori di Mariupol, usato artiglieria pesante, carri armati e un gran numero di forze di fanteria per tentare di assaltare le posizioni ucraine.  Nonostante la situazione estremamente critica, i difensori, compiendo sforzi sovrumani, respingono i tentativi di sfondamento delle truppe”.

Intanto, le famiglie dei soldati ucraini bloccati all’interno delle acciaierie Azovstal di Mariupol hanno rivolto un appello al presidente cinese Xi Jinping, chiedendogli di fare da mediatore per l’evacuazione dei loro cari. La stessa richiesta che i parenti dei combattenti asserragliati nello stabilimento, avevano già rivolto pochi giorni fa al presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “Sono bloccati nei tunnel dell’acciaieria, senza cibo, acqua e medicine – ha raccontato la mamma di un combattente di 21 anni – I difensori di Mariupol stanno vivendo un vero inferno, prego per un miracolo. Meritano di tornare in superficie e vedere la luce del sole”. La Turchia, attraverso il portavoce del presidente turco, ha offerto una nave per evacuare via mare i soldati feriti bloccati nell’acciaieria.

Fonte : Today