Perché fare fitness in realtà virtuale è più inclusivo

Un utente di nome Johnny Rohrbeck mi ha detto di aver “visto più diversità sul gruppo Facebook di Supernatural che in chiesa“, e io non faccio fatica a credergli. Ho visto 75enni postare selfie sudati mentre adolescenti trans che non si sentirebbero a proprio agio da nessuna parte ringraziano gli utenti di Supernatural per averli accettati per come sono. Ci sono persone che usano l’app in sedia a rotelle e reduci di guerra con disturbi post-traumatici da stress che apprezzano come l’app permetta loro di isolarsi dal resto del mondo. Ci sono persone che stanno recuperando da disordini alimentari che lodano il visore di Oculus perché gli impedisce di guardare il loro corpo mentre si allenano. Medici del pronto soccorso e mamme single si riuniscono per raccontarsi quanto sia difficile trovare il tempo per fare esercizio, mentre persone che vivono a decine o centinaia di chilometri dalla città più vicina fanno si ritrovano in cerca di un senso di comunità.

Un’app aperta a tutti

Il creatore di Supernatural, Chris Milk, dice che il suo team ha sempre voluto creare un’app di fitness per il pubblico più ampio possibile, ma aggiunge che sta costantemente imparando cose nuove su ciò che gli utenti hanno bisogno e vogliono dal programma. Mentre l’app all’epoca del lancio aveva già funzioni di accessibilità come la calibrazione della flessibilità, Milk spiega che l’interazione con utenti che avevano, per esempio, paura dell’altezze ha portato Supernatural a sviluppare una versione più ampia della piattaforma di gioco. Gli sviluppatori hanno costruito una modalità “no squat” per le persone che potrebbero non essere in grado di alzarsi e abbassarsi con facilità, e all’inizio di quest’anno, hanno lanciato una modalità dedicata agli utenti con mobilità limitata.

Supernatural ha persino coinvolto uno dei membri più carismatici della sua comunità, Chesney Mariani, come allenatrice. Moltissimi utenti di Supernatural raccontano che vedere Mariani, una donna sovrappeso, nella pubblicità dell’applicazione e sul sito li ha convinti ad iscriversi. 

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Un’altra coach di Supernatural, Leanne Pedante, dice che “uno dei superpoteri della Vr è che permette alle persone di esprimere ciò che sentono davvero e che fa parte della loro identità senza associarlo a ciò che il resto del mondo vede“. Quando un utente di Supernatural usa il visore, spiega, non sta cercando rassicurazioni dagli altri. Sentire una forza simile durante un allenamento “è un enorme cambiamento di vita per chiunque senta una disconnessione tra la propria identità interiore e ciò che vede il mondo“.

Quando indosso il visore, mi sento come se fossi in forma perfetta – mi ha raccontato Rohrbeck –, mi sento come un maestro Jedi. È questa sensazione che mi fa tornare“.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired UK.

Fonte : Wired