Caso Orsini, ex direttore Rai 3: “Silenziato perché c’è voglia di guerra”

Caso Orsini, parla l’ex direttore di Rai 3 Angelo Guglielmi: “Informazione schiacciata su propaganda”

“L’informazione è schiacciata sulla propaganda di guerra, non mi meraviglio che vogliano silenziare Orsini”. Lo dice l’ex direttore di Rai 3 Angelo Guglielmi in un’intervista al Fatto Quotidiano. Guglielmi si dice “preoccupato” da come la televisione e i giornali stanno raccontando la guerra in Ucraina. Sulla sospensione del contratto di Orsini con Cartabianca dice: “Mi è parsa una cosa assurda, ma al tempo stesso non mi stupisco di certo”.

E aggiunge: “Oggi quasi tutti i mezzi di comunicazione, che siano giornali, radio, tv, sono impazziti di fronte alla guerra. Non fanno che parlarne come se la stessero pubblicizzando, come se avessero piacere ad alimentarla. Il rischio è che anche loro diventino strumento di promozione e propaganda, col pericolo che la guerra poi si estenda, se questo diventa l’umore prevalente nell’opinione pubblica”. “In un clima del genere – prosegue – diventa normale la caccia al filorusso. Qui però non si tratta di essere dalla parte di Putin, ma di spiegare il perché della guerra”.

Per Guglielmi, “una prima questione è quella del silenziamento delle opinioni non allineate. Poi c’è un tema di mancanza di approfondimento. Non ci dicono perché c’è la guerra, perché Putin ha invaso l’Ucraina, a nessuno viene in mente di dare una lettura che vada oltre i buoni e i cattivi. E invece credo che l’informazione non debba sottrarsi”.

[embedded content]

Per quanto riguarda la Rai, “il servizio pubblico sconta il fatto di essere in mano alla politica, che oggi continua a comportarsi come si è sempre comportata. Non è una novità che in Rai qualcuno cerchi di fare gli interessi dei partiti piuttosto che quelli del pubblico, fino al punto che ogni tanto si finisce per nascondere la verità pur di non danneggiare questo o quel politico”.

Ma, aggiunge Guglielmi, “non ne faccio un discorso soltanto della Rai. Ma mi sembra come se volessero andare in guerra loro, i giornalisti, ovviamente dal comodo dei loro uffici. C’è una certa adesione, un piacere che mi stupisce. La delicatezza dell’argomento richiederebbe un po’ più di cautela e di distanza”. Quanto all’invio delle armi italiane, Guglielmi conclude: “Alimentare la difesa con le armi significa anche per noi entrare in guerra, partecipare. Su questo argomento sento invece dei toni che non mi piacciono per niente”.

Leggi anche: 

” Guerra, Salvini: “Il Papa è una luce da seguire in un momento così buio”

Guerra, Romeo (Lega): “Papa fondamentale per arrivare alla pace”

La Lega ad Affari: Papa mediatore. Solo Francesco può fermare la guerra

Guerra, Fratoianni (SI): “Il Papa mediatore? Sarebbe una bellissima notizia”

Guerra, “la consacrazione di Russia e Ucraina alla Madonna porterà alla pace”

Guerra in Ucraina: molti russi con Putin, gli altri nel terrore. Il racconto

Generali, Calta promette più utili e 7 mld di M&A per “risvegliare il Leone”

Guerra Russia-Ucraina: “Fermiamoci!”, il video che dice più di mille parole

L’arte all’estero. Sesana: “Con Generali proteggiamo le emozioni”

SEA, 2021 in ripresa: traffico passeggeri in aumento del 46,9%

Terna, presentato l’aggiornamento del Piano Industriale “Driving Energy”

Fonte : Affari Italiani