Spazio, la sonda Solar Orbiter della Nasa pronta all’incontro “ravvicinato” con il Sole

La sonda Solar Orbiter di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) è pronta a scattare un primo piano del Sole: sabato 26 marzo, alle 12:50 ora italiana, ci sarà il primo “incontro ravvicinato” a 48,3 milioni di chilometri, circa un terzo della distanza tra la Terra e la sua stella. È la prima sonda in grado di fotografare il Sole ed avvicinarvisi così tanto. “La Parker Solar Probe della Nasa riesce ad avvicinarsi molto di più, ma non può portare una fotocamera a causa delle condizioni proibitive”, osserva Mauro Messerotti, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). “I dati che la sonda Solar Orbiter potrà ottenere in questo passaggio ravvicinato saranno sicuramente importanti, anche perché il Sole è in una fase di aumento della sua attività”, prosegue Messerotti.

Il viaggio della sonda

Tra le caratteristiche della sonda Solar Orbiter c’è anche la capacità di sincronizzare il suo volo in modo da rimanere sopra le regioni attive del Sole: “In questo modo è in grado di seguirle per molti giorni, esaminandone l’evoluzione”, spiega l’esperto. Dopo l’incontro con il Sole del 26 marzo, la sonda si allontanerà per il “passaggio ravvicinato” al pianeta Venere, così da aggiustare la propria traiettoria e avvicinarsi ulteriormente alla parte più interna del Sistema Solare. “Grazie a questi flyby, Solar Orbiter può osservare anche le regioni polari della nostra stella”, rileva Messerotti. “Queste sono le zone in cui il vento solare viene accelerato e il loro studio è essenziale per capire come questo avvenga”.

Le fotografie del Sole

La Solar Orbiter ha già scattato fotografie del Sole: la più “ravvicinata” finora è stata scattata il 7 marzo 2022, quando la sonda si trovava esattamente a metà strada tra la stella e la Terra (a circa 75 milioni di chilometri da entrambe). La sonda ha catturato 25 immagini che sono state ricomposte come in un mosaico per ottenerne una singola: la foto mostra la corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera. I dati raccolti in quell’occasione hanno rivelato anche lo strano comportamento in termini di temperatura dell’atmosfera solare. Mentre sulla superficie del Sole la temperatura è di circa 5mila gradi, la corona solare raggiunge anche un milione di gradi: invece di diventare più fredda man mano che aumenta la distanza, la parte esterna dell’atmosfera diventa più calda. La chiave del mistero potrebbe nascondersi in altre foto ottenute dalla sonda nel giugno 2020, pochi mesi dopo il suo lancio: le immagini hanno portato alla luce la presenza di brillamenti solari in miniatura, che potrebbero spiegare il riscaldamento anomalo.

Fonte : Sky Tg24