Bridgerton 2 è meglio della prima (ma forse avrà meno successo)

Bridgerton ha infatti lo stesso motore della storia del primo capitolo – un nobile riluttante in cerca di una moglie adeguata – ma ben altri sviluppi. La trama è più articolata e i dialoghi più eloquenti nel criticare il maschilismo, il classismo, i pregiudizi e le iniquità sociali dell’epoca. Sebbene le storie secondarie rubino troppo tempo filmico rendendo la narrazione dispersiva, il plot principale ha un buon ritmo e genera vitali livelli di attenzione. Anthony vorrebbe essere il Darcy del caso (nel caso non ci arrivassimo da soli, a un certo punto si tuffa nel lago come l’iconico eroe di Orgoglio e pregiudizio, passato alla storia del cinema con le fattezze di Colin Firth). Cinico, spocchioso e meschino nel trattare le potenziale spose raccolte in un’avvilente “lista della spesa”, viene umiliato da una donna che non si lascia irretire dal suo fascino e dalla sua posizione, più intelligente, pragmatica, fredda – e abile nello sport – di lui. 

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Kate gli tiene testa in tutto e per tutto e nel farlo, inevitabilmente, lo conquisterà, tuttavia l’attrazione bruciante dei due è destinata a essere circoscritta a sguardi smaniosi (manifestati da Bailey e dalla Ashley con occhiate appassionate ridicole) e a sfogarsi tardi, esasperando i potenziali amanti con continui rinvii, e con loro il pubblico. Una serie di decisioni impulsive, immature e azzardate del protagonista è il pretesto per offrire una valida disamina dell’accanito antifemminismo (esibito anche dalle donne, si pensi all’ennesima scelta della Regina Charlotte di scegliere come suo “gioiello” l’ennesima giovane insipida e mansueta) a favore di un’eroina che mira a rendersi indipendente lavorando come tutrice – anche se, ovviamente, sotto sotto Kate sogna l’amore eterno col principe azzurro. Gli scandali che annienterebbero la vita sociale di qualsiasi famiglia nobile ottocentesca europea vengono presto perdonati, ma a parte l’immancabile assortimento di assurdità storiche (dissipate dal fatto che Bridgerton è un’ucronia), nel complesso questa seconda annata è di gran lunga più brillante, critica, articolata, dinamica e onesta della prima. 

Fonte : Wired