“Come cambieremo Roma con i 2 miliardi del Pnrr”

Scuola, verde pubblico, programmi urbani integrati, rifiuti. Quasi 2 miliardi di Pnrr, fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, stanno per rivoluzionare la città. Al momento nella casse cittadine ce sono più della metà. Il resto arriverà in base ai risultati dei bandi in essere. Sul loro utilizzo il sindaco Gualtieri ha puntato una discreta fetta degli interventi promessi ai romani. Progetti attesi da anni potranno vedere la luce. La macchina però è complessa. Necessita di un inteso lavoro sul piano burocratico-amministrativo, di risorse umane aggiuntive, e organismi di coordinamento tra i vari soggetti, specie nella fase di attuazione dei progetti. Ne parla a RomaToday il presidente della commissione speciale Pnrr, Giovanni Caudo. 

Presidente, che tipo di lavoro viene fatto all’interno della commissione speciale?

Ci occupiamo principalmente di tre cose. Monitoriamo i bandi, raccogliamo informazioni che provengono dai diversi dipartimenti che partecipano alle gare orientando il lavoro che viene poi fatto dall’amministrazione comunale e accompagniamo gli interventi che vengono finanziati. La cosa che ci sta più a cuore è far convergere i diversi contributi che arrivano dai dipartimenti. Siamo l’unico luogo in cui è possibile farlo. 

Ricapitoliamo le cifre. Quanti fondi del piano sono a disposizione oggi per Roma?

Siamo intorno ai 2 miliardi di euro. 

Fondi già acquisiti?

No, già acquisiti abbiamo 1 miliardo e 142 milioni di euro. Di questi 530 milioni sono arrivati negli ultimi due mesi. 

Si tratta quindi di bandi già vinti o comunque fondi già assegnati. A cosa sono destinati?

Cinquecento milioni di euro su Caput mundi (progetti legati a cultura e turismo, ndr), di cui 226 sono gestiti da Roma Capitale, altri dai ministeri ai Beni culturali e al Turismo. Poi abbiamo i 330 milioni di euro della Città metropolitana, arrivati con il bando scaduto il 21 marzo, che riguardano i piani urbani integrati. Si aggiungono 300 milioni per il piano di rilancio degli studi di Cinecittà, ma gestiti a livello di Governo centrale. 

Come vengono selezionati i progetti dei municipi?

Ogni bando fornisce dei criteri che vincolano la presentazione dei progetti che possono essere finanziati, dipendono dall’indirizzo strategico dato dalla Commissione europea e dal fatto che i soldi devono essere spesi e i progetti terminati entro giugno 2026. Nel caso dei nidi e scuole infanzia, per dire, sono state selezionate 20 proposte provenienti dai territori tra nuove strutture e ristrutturazioni che rispondevano a questi requisiti. C’è una griglia che consente di inserire le proposte. 

Lo stesso sindaco ha ammesso che c’è un problema di tecnici e risorse umane per gestire una simile mole di lavoro. Come state ovviando al problema?

Abbiamo gestito bene la parte relativa alla partecipazioni ai bandi. Non abbiamo mancato nessun appuntamento. Ora però quando i finanziamenti verranno attribuiti, per attuare i progetti servirà rafforzare la macchina. Alcuni progetti sono molto complessi, penso ai programmi urbanistici di Tor Bella Monaca, o Corviale per dire. Ci sarà bisogno di una cabina di regia, di una struttura di coordinamento territoriale. Non si può pensare di affidarli a singoli municipi o dipartimenti. 

Quindi professionisti esterni?

I fondi Pnrr consentono assunzione di personale per tre anni più tre. Per lo più si tratterà di professionalità che affiancheranno i rup (responsabile unico del procedimento, una figura professionale che ha un ruolo centrale nella gestione degli appalti pubblici). I bandi per la selezione verranno pubblicati a breve. E comunque ci appoggeremo anche a Invitalia, e società regione Lazio. 

Di quante persone ci sarà bisogno?

Stiamo lavorando a un bando fino a 270 persone. 

I sindacati hanno chiesto di essere coinvolti nell’attuazione dei progetti. Avete aperto un dialogo?

Sì, l’istanza è arrivata durante la prima commissione che abbiamo convocato. Al sindaco è stato chiesto uno specifico tavolo di partenariato.    

Fonte : Roma Today