Gli italiani, i social e la guerra in Ucraina

Nel conflitto russo-ucraino il fronte dei social network diviene centrale, marcando anch’esso un passaggio storico reale. Tra l’urgenza di verità e le insidie di propaganda, il ruolo dei social in guerra si fa più che mai scivoloso, riflettendone luci e ombre e rilanciandone le sfide per il futuro.
Sul ruolo dei social in guerra l’opinione pubblica è nettamente divisa.

Metà dei cittadini ne rintraccia soprattutto gli effetti benefici, mentre gli altri ritengono prevalere gli effetti collaterali. Così, se una parte li valorizza come una vera finestra sulle atrocità del conflitto (43%, con picchi del 65% tra i più giovani), un’altra li giudica l’avamposto della disinformazione e della propaganda (34%).

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Un ruolo ambiguo quello dei social in guerra, dunque, ma nel bene o nel male un ruolo chiave: come fonti di informazione superano i quotidiani, doppiano la radio e, tra i più giovani, tallonano la televisione.

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E restringendo il focus ai soli utenti attivi, per la maggioranza i social rappresentano un canale primario d’informazione sul conflitto e prevale l’auspicio che le piattaforme continuino a dare visibilità alla guerra: ciò non solo tra i bulimici dell’informazione iscritti a Twitter (76%), ma a livelli significativi anche tra i giovanissimi immersi nei video di TikTok (55%).

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Tra le generazioni cambia però la scelta dei contenuti informativi: se gli adulti colgono principalmente in rete i rimbalzi dei prodotti editoriali tradizionali (tg, trasmissioni, articoli di approfondimento e reportage), i più giovani privilegiano la disintermediazione e vanno a caccia di video, immagini e stories prodotte sul terreno di guerra dai comuni cittadini, per poi rilanciarli tra i propri amici e follower.

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Il conflitto russo-ucraino scoppia peraltro in un momento delicato per la reputazione delle piattaforme, lacerata dalle accuse montante nel biennio pandemico: per 6 italiani su 10 queste hanno infatti portato più danni che benefici alla gestione del Covid-19, ree di aver fatto da cassa di risonanza alle falsità sul virus e sui vaccini.

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Nota informativa Valori espressi in %. Date di esecuzione: 8-11 marzo 2022. Metodo di rilevazione: sondaggio CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 1.000 soggetti 14-75enni.

Alessandro Scalcon Sociologo di formazione, specializzato in metodologia della ricerca sociale. In SWG cura indagini demoscopiche, osservatori valoriali e d’opinione, per leggere i trend di mercato all’interno delle dinamiche sociali.

Infografica di Matteo Riva

Fonte : Repubblica