Antropophagus II, in anteprima nazionale il sequel dello splatter cult di Joe D’Amato

Venerdì 25 Marzo 2022 presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma, in via L’Aquila 66/74, si svolgerà a partire dalle ore 20.30 – nel rispetto della vigente normativa sulle misure di contrasto e contenimento del Covid-19 – l’anteprima nazionale, aperta al pubblico, del film Antropophagus II, sequel dello splatter cult diretto nel 1980 da Joe D’Amato alias Aristide Massaccesi e interpretato da Margaret Mazzantini, Saverio Vallone, Serena Grandi e Tisa Farrow, sorella di Mia.

Prodotto da Gianni Paolucci e sceneggiato da Lorenzo De Luca, Antropophagus II vede al timone di regia il prolifico direttore della fotografia Dario Germani, già autore, tra l’altro, dell’originale thriller Lettera H, ispirato agli omicidi del famigerato Mostro di Firenze.

Il cast di Antropophagus II è costituito da Jessica Pizzi, Monica Carpanese, Giuditta Niccoli, Diletta Maria D’Ascanio, Valentina Capuano, Chiara De Cristofaro, Alessandra Pellegrino, Shaen Barletta, Lucio Massa e, nel ruolo del mostro, Alberto Buccolini. Gli effetti speciali di trucco sono a cura di David Bracci, proveniente dai set di Dario Argento.  

Antrophofagus II, la trama del film

Il regista dichiara: “Antropophagus II nasce da un’intuizione di Gianni Paolucci e Franco Gaudenzi, quest’ultimo già produttore di Antropophagus e di altre numerose pellicole dirette da Joe D’Amato, spesso con produzione esecutiva di Gianni. Per loro è stato un grande amico, con cui hanno condiviso tante belle cose. Tra l’altro, lo abbiamo messo in piedi in un periodo di piena pandemia, quando, a causa dell’improvvisa chiusura totale dovuta al Coronavirus, non siamo potuti più partire per le Filippine, dove avremmo dovuto effettuare sopralluoghi finalizzati alle riprese di altri film. Allora Franco e Gianni hanno pensato bene che l’unico posto in cui si poteva girare qualcosa senza essere contagiati sarebbe stato un bunker antiatomico. Il bunker di Soratte, nel nostro caso, costruito già ai tempi della Prima Guerra Mondiale e che ha quattordici kilometri di gallerie. Secondo me la vera forza del primo Antropophagus risiede nella scelta di girare un film horror quasi completamente alla luce del sole, quindi la cosa più sensata da fare per il sequel era allontanarsi dalla storia di quell’antropofago sviluppando il tutto al buio. Il nostro, inoltre, è uno dei primi film girati con una macchina BlackMagic 6K. Su un prodotto così estremo non ci ero mai capitato se non da direttore della fotografia, e devo dire che ti permette di dare più spazio alla creatività. Sono molto orgoglioso di aver intrapreso nel mio piccolo le tracce di Massaccesi, che curava fotografia e regia dei suoi lungometraggi. Infine, preciso che abbiamo girato in inglese e che le stesse attrici si sono poi doppiate in italiano”.

Fonte : Sky Tg24