Il “boss delle escort” che estorce denaro ai clienti dei siti a luci rosse. Ricatti da mille euro

La tecnica è ormai collaudata e continuata nel tempo. Chiama o manda messaggi su WhatsApp a una serie di uomini, accusandoli di aver fatto perdere tempo alle “sue” fantomatiche ragazze che si prostituivano, per poi minacciare le vittime di rivelare il loro interesse per gli incontri hard, alle mogli, alle fidanzate, o addirittura di presentarsi presso i luoghi di lavoro per spifferare gli incontri extraconiugali.

Per evitare la ritorsione, basta pagare. In alcuni casi fino a mille euro. È la truffa messa in piedi da colui che si presenta come il “boss delle escort” e “capo dei sicari”. Da febbraio, diverse sono le segnalazioni di uomini che raccontanto di essere stati contattati dal “boss delle escort”. Una delle vittima ha detto di aver subito anche minacce di morte e che il “boss” si presentava come un affiliato del clan Spada. 

La tecnica estorsiva ricorda quella che in passato fu architettata da un 29enne che tra il 2017 e il 2018 truffò almeno 16 vittime, presentandosi come uno dei Casamonica dopo aver creato diversi profili di escort come esca. A distanza di tempo, in molti su alcuni forum hanno raccontato di essere finiti nella stessa trappola. 

Mario, nome di fantasia, ha rivelato che tutto è nato dopo era aver contattato delle ragazze attraverso un portale di annunci per prendere informazioni e organizzare un incontro mai avvenuto: “Mi ha contattato un uomo che si è presentato come il boss delle escort e capo dei sicari, minacciando me e la mia famiglia di morte. Mi ha chiesto un risarcimento per il disturbo arrecato di mille euro. Io ovviamente l’ho bloccato e denunciato tutto alle forze dell’ordine”.

Il messaggio, diffuso sulla sezione romana di un forum, è stato commentato da altri utenti che hanno riscontrato la stessa dinamica: “Stessa cosa successa a me, foto su WhatsaApp di teste spaccate e pistole. Mi ha chiesto 1200 euro”, racconta un altro utente. 

Valerio, anche qui nome di fantasia, spiega: “Anche a me proprio ieri è arrivato un messaggio su WhatsaApp da un numero spagnolo il cui testo mi diceva che era un affiliato del clan Spada e che visto che avevo contattato alcune le loro ragazze e non ero andato, avevo fatto perdere loro dei soldi, quindi dovevo pagare una cifra per chiudere bonariamente la questione e non mettere in mezzo la mia famiglia. Il messaggio era anche pieno di errori grammaticali. Naturalmente ho bloccato il numero, screenshottato e denunciato”.  

Fonte : Roma Today