Ucraina, i presidi: “Mancano mediatori e spazi per accogliere i bambini”

L’accoglienza dei bambini e ragazzi ucraini nelle scuole di Roma e del Lazio rischia di essere un problema, più di quanto l’entusiasmo dovuto alla spinta solidale faccia immaginare. A dirlo non sono solamente le associazioni di volontariato che da anni si occupano di organizzare laboratori di italiano per migranti, ma anche i presidi.

La lettera dei presidi alle istituzioni

In una lettera inviata a Regione, comune, ministero dell’Istruzione e ufficio scolastico regionale, infatti, i presidenti dell’associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio Mario Rusconi e Cristina Costarelli sottolineano “problemi relativi all’assenza di spazi e aule per poter svolgere laboratori e attività di supporto”. Le scuole stanno accogliendo in ogni quartiere, dimostrando “attenzione umana e professionale”, ma questo non fa sparire le difficoltà.

Mancano i mediatori linguistici

Il primo ostacolo è dato dalla mancanza di mediatori linguistici “difficili da reperire – scrivono i due dirigenti – perché in mancanza di un coordinamento da parte dei servizi sociali, ci si muove solo tramite volontariato e con il passaparola”. Gli istituti di ogni ordine e grado fanno ciò che possono, in alcuni casi forti di accordi già stipulati in sede di stesura dei piani di offerta formativa, ma per la maggior parte è un muoversi al buio. “Mancano i dicenti che possano svolgere percorsi intensivi di alfabetizzazione” denunciano Rusconi e Costarelli.

Problemi di spazio

I due presidi non si limitano alla carenza di mediatori. Anche per quanto riguarda la manutenzione ordinaria “ci sono fondi finalizzati ma fermi nei Municipi, mentre le scuole lamentano assenza di interventi e di riscontri alle numerose e urgenti segnalazioni” fanno presente. Infine, in riferimento alla costituzione degli organici e all’assegnazione delle classi per il prossimo anno scolastico, l’associazione presidi evidenzia che “la situazione, dopo ormai due anni di emergenza sanitaria, resterà quasi del tutto invariata rispetto agli scorsi anni scolastici: il beneficio della legge di bilancio 2022 – spiegano Rusconi e Costarelli – che prevede la possibilità̀ di derogare al numero minimo di alunni per classe, riguarderà un numero limitato di scuole”.

La richiesta di un tavolo

“Permane l’assenza di locali per le scuole che ne hanno maggiore esigenza – concludono i due presidi – : il problema potrebbe essere affrontato attraverso la realizzazione di strutture di edilizia leggera, come indicato nei decreti governativi sull’emergenza sanitaria e la riqualificazione di edifici non utilizzati nel centro delle città, oltre che edificando nuove scuole nelle aree periferiche ove necessarie, ma poco o nulla sembra muoversi in tale direzione”. Per questo i presidi chiedono l’apertura di un tavolo di confronto in tempi rapidi.

Fonte : Roma Today