Sam Fender racconta il suo riscatto: “A scuola mi bullizzavano, ora mi chiedono di suonare per loro. Che si fot***no”

Con una dichiarazione, Sam Fender ha preso posizione in maniera forte e diretta contro il problema del bullismo, molto forte soprattutto negli ambienti scolastici in Inghilterra. Sam Fender ha riportato l’autenticità e uno stile narrativo realistico nella musica pop britannica (ricollegandola alla tradizione degli Smiths per renderla un patrimonio comune) raccontando nell’album Seventeen Going Under la sua adolescenza e la sua lotta quotidiana per crescere e diventare adulto nelle strade di North Shield, la città portuale nella provincia di Newcastle dove è nato nel 1994 e ha conquistato le classifiche, la critica e il pubblico diventando l’artista più importante dell’anno in Inghilterra.

Ma non ha dimenticato i momenti difficili: «A scuola nella sala comune c’era un punto che veniva chiamato dagli studenti più ricchi “L’angolo dei pezzenti”, ed era lì che dovevo stare io» ha raccontato.

Durante gli anni alla John Spence Community High School e poi alla Whitley Bay High School, Sam Fender subisce episodi di bullismo perché non pratica sport, ha una famiglia problematica (la madre lo abbandona a otto anni, poi torna a vivere con lui quando viene allontanato anche dal padre che si è sposato con un’altra donna) e viene dalla working class ma trova anche alcuni amici con cui condividere la passione per la musica e la vocazione verso la scrittura di canzoni. A 14 anni inizia a cantare ispirandosi a due album che gli regala il fratello più grande, Grace di Jeff Buckley e a Born to Run di Bruce Springsteen, a 16 anni vince un concorso per giovani talenti (in cui il giudice è Matt Healy dei 1975) e a 18 viene scoperto mentre si esibisce sul palco del Low Light Tavern pub in cui lavora per mantenere e aiutare la madre rimasta senza lavoro.

È la svolta di una vita difficile riscattata dalla musica: nel 2017 pubblica il singolo Play God, nel 2019 debutta al numero uno in Inghilterra con l’album Hypersonic Missiles e nel 2021 si ripete con Seventeen Going Under che vende quasi 50.000 copie in una settimana ed è acclamato come disco dell’anno da tutti i media.

Oggi Sam Fender è una star, ma vuole usare la sua popolarità per continuare a parlare della realtà della vita dei tanti ragazzi come lui. Parlando al Sunday Time, Sam Fender ha raccontato che è alcuni di quei ragazzi che lo bullizzavano a scuola lo hanno contattato per chiedergli di cantare alle loro feste di matrimonio o di compleanno: «La mia risposta è stata molto semplice. Gli ho detto di andare a farsi fottere. È stato bellissimo»

Fonte : Virgin Radio