Il ruolo di Abramovich da “falco” a “colomba” per la pace: “Basta sanzioni nei suoi confronti”

Guerra in Ucraina

24 Marzo 2022

Le parole del presidente ucraino, Zelensky, confermano come la figura del russo Roman Abramovich sia centrale nelle trattative con Mosca per una pace che sembra impossibile.

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La figura di Roman Abramovich ritenuta importante dal presidente, Zelensky, nei colloqui di pace con Mosca.

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“Falco” perché amico di Vladimir Putin, oligarca e miliardario della ristretta cerchia degli eletti nell’orbita del Cremlino. E adesso “colomba” per fare da mediatore in una trattativa di pace che sembra impossibile. La figura di Roman Abramovich non è mai uscita dai radar della crisi politica internazionale scoppiata a causa dell’invasione della Russia in Ucraina. Ed è una delle più controverse, misteriose all’interno del diorama di guerra. Resta al centro della scena pur muovendosi dietro le quinte sulla rotta che lo conduce da Tel Aviv a Istanbul fino a Mosca (e ritorno). Scompare nel nulla e riappare. Ha ruolo e influenza delicati anche se agisce in un cono d’ombra.

Le parole del il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo confermano: può essere utile nel solco dei negoziati con Mosca al punto da chiedere al numero uno degli Usa, Joe Biden, di non cingerlo d’assedio con provvedimenti restrittivi (anche) in America. Secondo le rivelazioni del Wall Street Journal, al di là delle implicazioni economiche e dei mercati, sarebbe questa la spiegazione più plausibile, reale dell’atteggiamento indulgente del Dipartimento del Tesoro degli States nei suoi confronti.

Perché? Abramovich non è l’unico oligarca che – sia pure per interessi strettamente finanziari – si è detto contrario alla guerra, ma è l’unico a essersi mosso almeno finora per riuscire a convincere il leader del Cremlino a trovare una soluzione pacifica dopo l’escalation del conflitto.

Stretto nella morsa delle sanzioni. Roman Abramovich e altri oligarchi russi nella black list in Inghilterra e in Europa.

Stretto nella morsa delle sanzioni scattate in Inghilterra e in Europa, intorno all’ex presidente del Chelsea (come ad altri magnati e suoi connazionali) è stata fatta terra bruciata dal governo britannico, che ha la inserito nella black list dei personaggi sgraditi congelandone i beni, dalla banche (chiusa la linea di credito che ha messo in ambasce anche il club londinese) e dai Paesi del ‘vecchio continente’ dove è considerato una sorta di fuorilegge. Ha dovuto mettere in vendita i Blues e, ove ha potuto, liberarsi anche di quei beni immobili compresi tra gli asset del patrimonio.

Tutto ciò che in qualche modo ricollegabile a lui va fermato, bloccato, messo sotto sequestro, tracciato, confiscato. I suoi yacht extralusso, dotati di sistemi tecnologici e di sicurezza che ne fanno fortezze su mare, sono al sicuro in Turchia, in porti tranquilli dove non rischiano di essere braccati e messi sotto chiave. In quella porzione di Europa c’è indulgenza nei confronti di Abramovich e dei super ricchi russi. Turarsi il naso per fare la pace conviene a tutti.

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Fonte : Fanpage