Occupazioni, incontro movimenti-Regione sugli sgomberi: “Valeriani incontrerà il Prefetto”

Dopo gli sgomberi degli appartamenti occupati abusivamente, effettuati dalle forze dell’ordine a San Basilio nei giorni scorsi su richiesta del Prefetto Matteo Piantedosi, la tensione sociale tra i nuclei in emergenza abitativa si è fatta sempre più forte. Martedì 22 marzo circa 300 persone, chiamate a raccolta dal sindacato Asia-Usb e dai movimenti per il diritto all’abitare, si sono ritrovate sott la sede della Regione Lazio a piazza Oderico da Pordenone per chiedere l’apertura di un confronto. 

Il corteo, le tensioni e l’occupazione del Municipio

Una mobilitazione che ha dato seguito all’assemblea, sfociata in un corteo condito anche da momenti di alta tensione, tenutasi l’11 marzo a San Basilio. Sei giorni dopo un gruppo di occupanti, chiedendo un confronto con il presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti, è arrivato a occupare l’aula consiliare. Stavolta i movimenti sono riusciti a farsi aprire le porte dalle istituzioni, con l’assessore alle Politiche Abitative Massimiliano Valeriani che ha accolto una delegazione, comprese due occupanti recentemente sgomberate a San Basilio.

I temi messi sul tavolo 

“Abbiamo messo sul tavolo dell’assessore la complessa tematica della regolarizzazione – spiega Asia – che purtroppo ancora lascia scoperti migliaia di nuclei che ad oggi rischiano di essere risucchiati nel vortice degli sgomberi già messi in agenda dalla Prefettura. Importante in questo senso la partecipazione di due donne sgomberate nell’ultimo blitz: parliamo di due famiglie di lavoratori ingiustamente accomunate ai cosiddetti clan e gettate in pasto alla gogna mediatica”. 

La richiesta dei movimenti

Ciò che chiedono sindacati e movimenti è l’estensione della regolarizzazione di chi ha occupato e occupa senza titolo un immobile di proprietà del comune o di Ater, ad oggi – in base alla legge regionale approvata nel 2020 – ferma a tutti coloro che si trovano in una situazione di irregolarità al 23 maggio 2014: “Siamo arrivati a 8 anni scoperti – continua Asia – e impedisce a molti candidati, che avrebbero titolo, di sanare la loro posizione. E la Regione mantiene il punto in questo senso: l’estensione non è possibile a causa della legge Renzi-Lupi del 2014”. Ricordiamo che la legge, promulgata il 24 maggio ed entrata in vigore il 28 maggio di quell’anno, stabilisce all’articolo 5 che “Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”. 

Il nodo della Renzi-Lupi

“Non possiamo che constatare – fa sapere Michelangelo Giglio di Asia – che altre regioni sono andate oltre il 23 maggio 2014, regolarizzando finanche al 2019. Infine ribadiamo che estendere la regolarizzazione oltre il 23 maggio 2014 non violerebbe la Legge Renzi-Lupi, visto che chi è subentrato nell’alloggio in cui intende sanarsi in seguito al 23 maggio 2014 dimostrerebbe la sua presenza nell’alloggio stesso esclusivamente attraverso il verbale della polizia locale ed il censimento reddituale-anagrafico e non con la residenza anagrafica, che di fatto è bloccata. Dunque dove sarebbe la violazione della norma? Da nessuna parte, in quanto non vi sono in quel testo normativo altre novità relative alle occupazioni”.

La “buona” notizia

Per quanto la situazione di stallo rispetto alla regolarizzazione degli occupanti sembra persistere, dall’incontro con Valeriani escono anche alcune (piccole) buone notizie per i movimenti: “L’assessore – conclude Giglio – si è reso disponibile a chiedere un incontro con il Prefetto per discutere gli sgomberi e si è anche scusato dopo aver sentito il racconto delle donne sgomberate, che non hanno avuto nemmeno il modo e il tempo di lavarsi e cambiarsi la mattina del blitz”. 

Fonte : Roma Today