Ehi Beppe Grillo, ti sei accorto che c’è la guerra?

La crudeltà sui polli. La bioeconomia (qualsiasi cosa significhi). L’energia eolica che può alimentare la terra 18 volte. Gli oceani senza pesci. I mattoni realizzati con rifiuti tessili. I pannelli solari a forma di cuori in Corea del Sud. Le acque sotterranee. A leggere il blog di Beppe Grillo in questi giorni sembra di stare in una sorta di acquario dell’ecologia, un micromondo operoso e indaffarato che sopravvive con soluzioni che trattano la Terra come un essere vivente. Il che, se fossimo anime illuminate e sezienti come gli umanoidi Na’vi di Pandora, non sarebbe neanche male. Ma la Terra è popolata da esseri umani. E l’essere umano è per sua natura fallace, irrazionale e, soprattutto, votato all’autodistruzione. Tanto da bombardare civili, scuole e ospedali e uccidere quelli che chiama fratelli. Lo sta facendo la Russia di Putin con l’Ucraina. Beppe Grillo non se n’è accorto. C’è la più grande crisi umanitaria dal dopoguerra a oggi, siamo sull’orlo – non figurato – della Terza guerra mondiale, ma l’ideologo dei 5 Stelle tace. Moltissimi su Twitter glielo fanno notare. Grillo su tutto questo non ha un’idea, un parere, un guizzo. 

Come potrebbe averlo, lui che considerava (o considera?) il presidente russo “un gigante”. Nel 2017 professa questa profonda analisi geopolitica: “La politica estera degli Stati Uniti è stata un disastro sotto Obama. Se Trump ha voglia di convergere con Putin, di rimettere le cose sulla giusta strada, non può che avere il nostro appoggio. Due giganti come loro che dialogano: è il sogno di tutto il mondo. Eravamo in guerra fredda, con l’arma nucleare. La politica internazionale ha bisogno di statisti forti come loro. Considero questo un vantaggio per l’umanità. Putin è quello che dice le cose più sensate sulla politica estera”. Sottolineo quello che ha detto Grillo: Trump e Putin il “sogno di tutto il mondo”. Oppositori incarcerati, attivisti avvelenati, mire imperialiste: non era un Putin diverso quello di qualche anno fa, solo meno audace. Abbiamo avuto un rapido sguardo, con Capitol Hill, al bordo del baratro trumpiano; Putin, invece, ha avuto tutto il tempo di mostrarcelo nella sua interezza l’antro dell’orrore. E probabilmente siamo solo all’inizio.

Grillo, sempre celere a bastonare politici paludati, a teorizzare decrescite felici e utopie tecnologiche iperconnesse, sulla guerra non sa cosa dire. Eppure il conflitto armato devasta ecosistemi, mina lo sviluppo sostenibile, fa arretrare la civiltà a livello primordiale. Immaginatevi cosa accadrebbe se venissero usate sul serio le testate nucleari. Ne abbiamo parlato qui. Molte forme di vita nell’emisfero boreale, con ogni probabilità, si estinguerebbero. Ce ne sarebbero di post da scrivere. Non che il comico genovese sia solo. Il partito degli imbarazzati, tra Lega e 5 Stelle, è enorme e ben assortito. Qualcuno ha avuto il coraggio di fare abiura. Qualcuno, invece, rimane in rigoroso e rumorosissimo silenzio. 

Putin ha da sempre esercitato un fascino magnetico per chi crede a un ordine di mondo precostituito da combattere. Nei 5 Stelle della prima ora, nei tanti “lavoro presso me stesso” o “titolo di studio: università della vita” che hanno raggiunto posizioni apicali della vita istituzionale italiana ha avuto terreno fertile. Chi nasce, cresce e forgia le proprie convinzioni in un alveo complottista individua in tutto ciò che è alternativo al filoatlantismo come giusto e buono. L’equilibrismo del M5S ora al governo nel condannare (flebilmente) l’aggressione ma non sbilanciarsi sull’invio di armi agli ucraini dimostra quanto l’era contiana – moderato-populista – non abbia, in nessun modo, smaltito le scorie russofone grilline. L’imprinting è quello. La missione italiana di Mosca con Conte premier in piena pandemia è, a oggi, un immenso interrogativo. Laura Granato, senatrice del Misto già novax e no greenpass, è stata eletta col Movimento. In un’intervista, ha messo in dubbio che Zelensky sia sotto le bombe e ha ringraziato Putin “perchè sta conducendo una battaglia per tutti noi”. Poi ha inviato il presidente russo a parlare a camere unificate. 

Nello sfondo, Beppe Grillo che parla di polli, pannelli e cuori. Ci lasci una speranza: che da “gigante” Putin sia per lui almeno diventato una nana bianca. Ma ce lo faccia sapere al più presto. Pur assordante che sia, il suo silenzio non riesce a coprire il rumore di un Kalibr russo che ammazza civili inermi.

Fonte : Today