La Mir si schianta con successo nel Pacifico e anche gli Usa rendono omaggio alla Russia

In questi giorni di guerra che vedono la Russia contro il resto del mondo occidentale o quasi, capita bene questo anniversario del 23 marzo 2001, quando la Mir, la stazione spaziale, precipitò (senza conseguenze) nell’oceano Pacifico.

Intanto va osservato che il 23 marzo sembra essere una data prediletta per gli eventi legati all’esplorazione spaziale: nel 1840 venne scattata la prima foto della Luna, anzi in realtà un dagherrotipo; nel 1903 i fratelli Wright presentarono il brevetto per controllare un aeroplano in volo; nel 1912 nacque Wernher von Braun, l’ingegnere che legherà il suo nome al Saturn V, il gigantesco razzo che mandò i primi uomini sulla Luna;  e nel 1996 l’Atlantis americano si agganciò proprio alla Mir, consentendo all’astronauta Shannon Lucid di diventare la prima americana a bordo della stazione spaziale russa (dove rimase per 118 giorni).

Proprio quest’ultimo episodio, che serviva a preparare la collaborazione che verrà avviata con la Stazione Spaziale Internazionale Iss, ci porta  a bordo della Mir, che ha attraversato due epoche: era partita il 20 febbraio 1986 che c’era ancora l’Unione Sovietica e ha finito il suo lunghissimo servizio 15 anni più tardi, quando il mondo era cambiato.

La Mir fu la prima stazione spaziale modulare: per assemblarla nello spazio servirono più di 10 anni; a bordo c’era ovviamente un sofisticato laboratorio per condurre esperimenti scientifici che ha funzionato alla grande. Ma nel 2001 il suo tempo era scaduto (la missione inizialmente doveva terminare nel 1993) e si decise di farla rientrare a terra in sicurezza (ovvero prendendo fuoco e andando in pezzi, prima di sprofondare in una zona remota del Pacifico).

L’uscita di scena venne seguita con rispetto e in qualche caso con ammirazione anche negli Stati Uniti. La Cnn riportò le parole di un cosmonauta russo che dal centro di controllo di Mosca aveva detto che “la Mir stava volando orgogliosamente e con dignità attorno alla Terra. Ha compiuto la sua missione precipitando nell’oceano senza far male a nessuno”. Il sito della Nasa dedicò la foto del giorno allo spettacolare ultimo passaggio vicino alla superficie terrestre della Mir, definita “una stazione spaziale che ha fatto la storia”.

Da lì in poi inizierà la lunga e fruttuosa stagione della collaborazione della Stazione Spaziale Internazionale, ma il capitolo precedente viene ricordato come un preliminare indispensabile.

Mir in russo vuol dire pace: ce ne sarebbe bisogno in effetti.

Fonte : Repubblica