Sui campi rom si scalda la destra: “Inaccettabile che Gualtieri non abbia un piano per chiuderli”

Predisporre in tempi brevi un piano finalizzato al superamento dei campi rom. La richiesta arriva dal gruppo Fratelli d’Italia che si prepara alla discussione di un’apposita mozione sul tema in consiglio comunale. Il pressing sul sindaco Gualtieri cresce. Il tema, di importanza cruciale sia sul piano delle politiche sociali che di quello della riqualificazione delle periferie, non è stata ancora sfiorato. 

Assente la parola “rom” nei 300 obiettivi dei prossimi sei mesi che il sindaco ha presentato alla stampa, gli uffici stanno portando avanti le operazioni di chiusura di Castel Romano applicando di fatto il piano di superamento dei campi licenziato nel 2017 dall’ex giunta Raggi (aspramente criticato dalla stessa maggioranza dem), proprio perché manca un pacchetto di nuove misure. 

Una questione che sta emergendo da più parti e da più parti si invita il primo cittadino a prendere in mano il dossier. Lo ha già fatto la Lega e ora segue anche il partito di Giorgia Meloni. “È inaccettabile che l’amministrazione continui a permettere la presenza di una simile realtà sul territorio che, oltre a rappresentare un difficile problema sociale, implica anche un sostegno economico ingente, che potrebbe altrimenti essere usato per una graduale inclusione” si legge nella mozione firmata dai consiglieri Rocca, Quarzo, Barbato, De Priamo, Mennuni, Mussolini. 

Si chiede quindi “lo smantellamento di tutti i campi abusivi e relativa bonifica dei terreni”, “un piano per il superamento” di quelli regolari, e la realizzazione “di aree di sosta regolamentate con periodi di massima di permanenza”, una vecchia proposta già lanciata da Giorgia Meloni nel 2016 quando correva a sindaco di Roma. 

A chiedere a Gualtieri un’accelerata non è solo la politica. Anche i cittadini lamentano una scarsa attenzione dimostrata finora alle situazioni più delicate ma da tempo note. Vedi il campo rom di via Salviati a Tor Sapienza, in V municipio. Qui i residenti da anni sono costretti a respirare roghi tossici provenienti dall’insediamento. A nulla sono valse le telecamere e i presidi fissi dei vigili urbani. Anzi, sono proprio gli agenti della Polizia locale a lamentare un servizio, quello di guardiania fuori da campo, diventato superfluo e di scarsa efficacia, e a chiedere un cambio di rotta al Campidoglio. 

 

Fonte : Roma Today