Cose e idee che la guerra si è portata via

Ci sono degli avvenimenti che hanno la capacità di cambiare tutto. Non solo la vita pratica ma anche come percepiamo il mondo. L’importanza che diamo o non diamo a certe cose. La scala dei valori. Era stato così con il covid, e in particolare il primo lockdown, e sta accadendo con la guerra in Ucraina.

Giovedì sarà un mese dall’inizio dell’invasione e le bombe si sono portate via anche molti dei discorsi che facevamo prima. L’importanza eccezionale del metaverso per esempio, o degli Nft: quando c’è la guerra vera, dei mondi virtuali non sai bene cosa farci. E poi il lancio della nuova app di Donald Trump, Truth, già scomparsa dai radar. E i nuovi prodotti Apple che hanno fatto sembrare vecchissimi i precedenti, ma esattamente come sempre. E gli smartphone fatti con la plastica recuperata dagli oceani per salvare il mondo, una espressione che non si può sentire davanti a venti milioni di profughi.

Ma sono cambiate anche alcune convinzioni che sembravano destinate a durare: l’idea che le fake news fossero il nostro principale problema; o che i social network fossero la causa di molti mali del mondo a partire dall’odio; che TikTok potesse ospitare solo video scemi; e infine l’illusione che Anonymous, la misteriosa legione di hacker che si batte contro i soprusi, potesse avere un ruolo determinante in una guerra.

Tra blocchi e sanzioni è anche tramontata l’idea di un world wide web, una grande rete per unire il mondo: Internet appare sempre più divisa da muri inaccessibili: a seconda di dove sei, vedi cose diverse. E infine è entrata in crisi l’idea, tutta italica, che l’energia non fosse poi un grande problema e che potessimo dire no al carbone, no al petrolio, no al nucleare e no anche alle rinnovabili e cavarcela con il gas russo.

Fonte : Repubblica