Le rubano l’auto con il permesso disabili, è gara di solidarietà. In pochi giorni mamma raccoglie 5mila euro

Scrive la sua storia su Facebook, si appella a chiunque possa aiutarla, la posta sui gruppi di quartiere, un po’ le condivisioni, un po’ il passaparola, e ottiene come risposta quasi 5mila euro da decine e decine di donatori. È la storia di Alessia, mamma insieme a Fabiana di due gemelli di 4 anni. Lo scorso 2 marzo, mentre accompagnava i figli a scuola in zona Appio Tuscolano, qualcuno le ha rubato la macchina. 

Una notizia drammatica per la famiglia, che senza un mezzo privato non sa come muoversi per accompagnare i bimbi. Uno di loro è disabile, affetta dalla sindrome di Rett. Da qui l’appello disperato e il lancio on line di una raccolta fondi. Una gara di solidarietà che porta in brevissimo tempo a ben 140 donazioni per un totale di 4657 euro. 

“In poco più di cinque minuti, mentre era parcheggiata nel posto auto disabili davanti la scuola Cagliero, in via delle Cave, ci hanno rubato la macchina, una Toyota Yaris – raccontava Alessia, 44 anni, a RomaToday a poche ore dal furto subito – niente più auto, portapacchi, seggiolini bimbi, contrassegno invalidi, borsa, bancomat, chiavi di casa, documenti, bancomat, ci hanno rubato tutto”. E ancora: “Immaginate cosa possa significare per una famiglia che ha bisogno di quella macchina, e di quei documenti, non soltanto per la gestione quotidiana delle necessità familiari come fare ad esempio la spesa, ma soprattutto per portare i bimbi a scuola e la bimba a terapia, ben cinque volte a settimana”.

A venti giorni di distanza l’auto è stata ritrovata in zona Don Bosco. Ne dà notizia proprio Alessia aggiornando quello stesso post che aveva fatto girare ovunque sui social. “Sembrava una meravigliosa notizia finché non abbiamo appurato che all’interno dell’auto non abbiamo ritrovato nulla (soprattutto mancano i seggiolini), il portapacchi non c’è più e la macchina che inizialmente neanche partiva alla fine siamo riuscite a malapena a parcheggiarla” scrive. “Stamattina la faremo portare dall’elettrauto con un carroattrezzi e vedremo ma purtroppo non possiamo non considerare che si tratti di un’auto che ha già i suoi anni. Il grande timore è che costi più ripararla che acquistarne un’altra (ovviamente usata). Il che, chiaramente, ci riporterebbe comunque al punto di partenza”. 

E allora i fondi raccolti potrebbero servire comunque per ripararla o per comprarne una nuova. “Inutile dire che, appena sapremo quale sia la reale situazione e decideremo cosa fare, contatteremo uno a uno tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta fondi per informarli e far decidere loro se confermare o revocare il loro prezioso sostegno (in quest’ultimo caso, chiaramente, verranno immediatamente rimborsati)”.

 

Fonte : Roma Today