Iron Maiden, 40 anni di The Number Of The Beast: come Bruce Dickinson cambiò per sempre la storia della band

Il 22 marzo 1982 gli Iron Maiden pubblicavano The Number Of The Beast, il primo album con alla voce Bruce Dickinson, il carismatico leader della band. 

Gli Iron Maiden sono in attività dal 1975 e alla voce c’è Paul Di’Anno, con cui registrano i primi due storici album, Iron Maiden e Killers. Ma nel 1981 per dissapori interni Paul Di’Anno viene allontanato e il gruppo si mette alla disperata ricerca di  un nuovo carismatico leader: tutto iniziò in un club di Londra.

Beh, la prima volta che ho visto gli Iron Maiden ero in un’altra band, chiamata Samson – ha raccontato il grande Bruce Dickinsoned eravamo tutti in tournée all’interno della stessa scena, negli stessi club. Quindi avevo sentito molto parlare degli Iron Maiden ma in realtà non li avevo visti. Quindi, una notte, eravamo stranamente gli headliner, e loro erano ospiti speciali, in questo club di Londra. Così ho pensato, ‘Beh, è meglio che mi metta in fondo e dia un’occhiata a questi qui’. E poi ho pensato, ‘Oh mio dio, sono fantastici!’ Mi hanno ricordato – con la loro energia e tutto il resto – una delle band preferite della mia infanzia nei primi anni ‘Settanta, i Deep Purple e cose così”. Sul palco, a detta di Dickinson, i Maiden erano infuriati.

Il percorso dei Samson e degli Iron Maiden continuò parallelamente anche in studio, con le due band che si ritrovarono insieme a registrare a Londra. I Maiden stavano registrando il loro album Killers e quando Bruce li sentì al lavoro, pensò che quello fosse esattamente il suo destino: “Ricordo di aver pensato: ‘Ok, devo cantare per quei ragazzi! So che hanno già un cantante ma hanno davvero bisogno di me! Oh mio Dio, cosa potremmo fare insieme’. Comunque, ci sarebbe voluto un anno e mezzo prima che si separassero dal loro cantante. […] Il batterista dei Samson l’anno precedente si era unito agli Iron Maiden. Quindi, quando abbiamo registrato un album accanto agli Iron Maiden, che stavano a loro volta registrando Killers, eravamo negli stessi studi. Bevevamo sempre una birra e chiacchieravamo, quindi ci conoscevamo tutti”.

Il vero e proprio approccio della band a quello che sarebbe diventato il loro prossimo leader avvenne al Reading Festival, nel 1980: “E così quando hanno deciso di lasciare Paul Di’Anno – continua a raccontare Dickinson – quando hanno deciso di lasciarlo andare, ovviamente non volevano ritrovarsi senza un cantante. Così mi hanno contattato, dopo il Reading Festival. Stavamo facendo un set, con i Samson. Il manager si è presentato tra il pubblico e Steve, il bassista, stava guardando. Ai tempi, Dickinson era molto giovane, non arrivava ai vent’anni, e a quanto pare si fece da subito valere con Steve Harris, quando questi lo convocò in hotel per proporgli il nuovo ruolo all’interno della band: “Mi ha invitato di nuovo nella sua stanza d’albergo, quindi io sono seduto lì e lui dice: ‘Vorrei offrirti la possibilità di fare un’audizione.’ E io ho detto, ‘Oh, OK, va bene’. Avevo circa 19 anni e i Maiden stavano già crescendo, per diventare una delle più grandi band del mondo. E ricordo di avergli detto: ‘Guarda, amico, non giriamoci intorno. Mi stai offrendo la possibilità di fare un’audizione ma sai già che otterrò il lavoro. Quindi la domanda non è se farò o meno l’audizione, la domanda è: mi vorrai davvero, quando avrò il lavoro? Perché non sarò come l’altro tipo, sarò completamente diverso, avrò le mie regole, farò le cose a modo mio. Se non lo vuoi, dimmelo ora e me ne andrò.‘”

Il provino, ovviamente, ci fu: Dickinson suonò alcuni brani dei Maiden, più altri di repertorio che sia la band che il cantante amavano.  “E poi è andata così – conclude Bruce Dickinson – stretta di mano e abbraccio, e poi siamo stati inghiottiti dal pub”.

Fonte : Virgin Radio