Urbani: “Così Roomie ha cambiato il mercato del co-housing. Fino alla exit”

Innovare il mercato degli affitti, uno dei più tradizionali e restii al cambiamento. È stata questa la missione di Roomie, startup nata nel 2016 a Vicenza (dove ha la sede legale, a Milano c’è la sede operativa) da due studenti di Economia, Filippo Ronfa, 31 anni (esperienze in banca Mediolanum e Kpmg), e Alessandro Urbani, 32 anni da compiere, insieme a Loris Tessari. “Innovare – sottolinea Urbani – vuol dire velocità, digitale e semplicità d’uso. Quello che è sempre mancato nel mercato degli affitti. Volevamo rendere sicuro, facile e veloce prendere in affitto una stanza o un monolocale”. Il modello? Il noleggio a lungo termine delle automobili. «Scelgo il veicolo che voglio e pago un canone che è costante tutti i mesi. Così so che la mia spesa è sempre quella». Queste le premesse che fin da subito hanno declinato l’attività della società, che in sei anni è arrivata all’exit. Proprio così. Roomie è stata acquisita da Habyt, scale-up fondata nel 2017 a Berlino da Luca Bovone (ex-Dropbox), una delle imprese di co-living più in crescita del settore in Europa (opera in 5 paesi: Germania, Olanda, Spagna, Italia, Portogallo con più di 6mila unità abitative). Contigue per attività, Roomie in particolare sviluppa soluzioni abitative legate alle esigenze di studenti e giovani professionisti. A 6 anni dalla costituzione dichiara un portafoglio di oltre 800 spazi e 4000 clienti. Che porta in dote alla società di Bovone. Di che soluzioni si tratta? Perlopiù monolocali di circa 30 metri quadrati, ricavati dalla riqualificazione di spazi commerciali e con servizi centralizzati. In questo contesto Roomie si occupa di tutto: dall’apertura delle utenze, al servizio pulizie fino alle quotidiane attività di manutenzione, senza commissioni di intermediazione o altri costi extra rispetto al canone mensile. 

Il programma Elite e il rapporto con il venture capital

Roomie dal 2018 è entrata anche a far parte del progetto Elite di Borsa Italiana, una community che raggiunge il fatturato di 84 miliardi di euro e vanta ben 450mila dipendenti. Un network dedicato alle imprese con alto potenzialità di crescita e si propone di accelerare lo sviluppo delle aziende con un percorso organizzativo e manageriale. Nel suo percorso Roomie inoltre non ha mai aperto le porte a investitori terzi o fondi di venture capital. “Siamo sempre riusciti a sostenere la crescita di Roomie con la marginalità e l’utile che la società ha sviluppato”.

Gli anni terribili della pandemia

Luca Bovone ha sottolineato riferendosi a Roomie “come la gestione innovativa e l’esperienza utente che hanno costruito per i propri clienti è esattamente complementare alla nostra”, mettendo anche in evidenza come “le difficoltà imposte dalla pandemia sono state brillantemente superate per irrobustire la crescita. Essendo italiano, non posso essere che doppiamente felice di questo nuovo importante traguardo nel sostenere la nostra crescita. Roomie è il partner migliore che potessimo identificare”. Dunque la pandemia. «Il nostro business lavora con percentuali di occupano prossime al 100% – ha ricordato Alessandro – la prima ondata di Covid ha avuto effetti molto pesanti e abbiamo toccato soglie di sfitto del 50%. Una cosa mai vista. La nostra capacità è stata nella velocità con cui ci siamo adattati, assistendo il cliente nel modo più totale”. Un esempio? “Siamo stati la prima società ad effettuare sanificazioni periodiche”.

Mercato italiano strategico

Ma perché Habyt ha scelto Roomie? “Perché considera il mercato italiano strategico, dove ci sono grandissime opportunità” spiega sempre Alessandro Urbani, che in Habyt Italia ricoprirà il ruolo di head of expansion (Filippo Ronfa sarà general manager). L’obiettivo di Habyt è raddoppiare le dimensioni in Italia entro fine anno (dopo avere chiuso un Round B da 20 milioni di euro a luglio 2021, Habyt continua la sua crescita attraverso M&A). Intanto Filippo e Alessandro Urbani hanno portato a casa un’exit multimilionaria (importo top secret). «La exit? Con Luca Bovone ci conosciamo da anni e ci scambiamo informazioni da tempo». Di acquisizione in particolare «si è iniziato a parlare un anno fa. La trattativa invece si è chiusa molto velocemente negli ultimi mesi».

Fonte : Repubblica