Rincari, la guida definitiva per risparmiare

Il caro energia continua a preoccupare imprese e famiglie, alle prese con bollette sempre più difficili da pagare. A scatenare i rincari di luce e gas, i problemi causati dalla pandemia Covid sulla catena di approvvigionamento prima, la guerra in Ucraina poi. Il premier Draghi ha descritto la situazione che stiamo vivendo come “altamente instabile e volatile”, ma per il momento una cosa è certa: “non ci saranno razionamenti” e “non ci sarà uno scostamento di bilancio”. Il governo ha appena varato un decreto taglia prezzi volto a contenere gli aumenti delle bollette, approvando una serie di bonus e provvedimenti che abbiamo deciso di riassumere in questa utile guida. Vale la pena sottolineare che il piano da 4,4 miliardi di euro non andrà ad impattare sul bilancio pubblico, visto che si è deciso di tassare una parte gli extra profitti dei produttori che stanno beneficiando di questi vertiginosi aumenti. L’obiettivo, ha spiegato il premier Draghi, è “redistribuire questo denaro a imprese e famiglie che si trovano in grande difficoltà”. Prevista la riduzione di 25 centesimi al litro del costo della benzina grazie al taglio delle accise, l’allargamento del bonus sociale 2022 per le famiglie, la rateizzazione delle bollette per le imprese. Vediamo insieme nel dettaglio tutte le misure per risparmiare.

Sconti in bolletta per 5,2 milioni di famiglie 

Il governo ha deciso di allargare la platea dei beneficiari del bonus sociale energia, coinvolgendo in tutto 5,2 milioni di famiglie che pagheranno le bollette “come la scorsa estate”. In particolare, è stato innalzato il tetto Isee per accedere agli sconti, portando il limite massimo a 12mila euro da 8.265 euro, facendo spazio ad altri 1,2 milioni di famiglie rispetto agli attuali 4 milioni. Il periodo di riferimento per gli sconti va dal 1° aprile al 31 dicembre 2022. Ricordiamo che è possibile rateizzare le bollette.

Il taglio delle accise sui carburanti

Accanto a questa misura, tutta dedicata alle famiglie, c’è anche quella relativa al taglio di 25 centesimi al litro delle accise sui carburanti fino alla fine di aprile, che va a sostenere non solo gli automobilisti ma anche le imprese che lavorano utilizzando i carburanti. Stiamo parlando ad esempio dei pescatori e degli autotrasportatori, costretti ad interrompere l’attività perché con questi prezzi i costi risultano più alti dei guadagni. Per il taglio saranno utilizzati 308,17 milioni di euro di maggior gettito Iva dell’ultimo trimestre del 2021. Per i settori dell’agricoltura e della pesca, sono stati stanziati anche 195 milioni di euro per il caro carburante, con un credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta nel primo trimestre del 2022. Per le imprese di trasporti arriva invece una riduzione dei pedaggi grazie all’incremento di 20 milioni di euro del fondo per gli autotrasportatori. Per i pendolari, una norma che prevede la cessione gratuita da parte delle imprese private fino a 200 euro di buoni benzina senza che questi concorrano alla formazione del reddito.

La benzina a 3 euro senza il gas russo

Per le imprese arriva la rateizzazione delle bollette

Il governo ha varato anche una rateizzazione delle bollette per le imprese, una boccata d’ossigeno per evitare che le aziende energivore e gasivore si trovino costrette a chiudere oppure ad aumentare i prezzi dei propri prodotti per compensare i rincari, andando ad alimentare la spirale dell’inflazione. Secondo quanto deciso dal governo Draghi, le imprese potranno rateizzare i consumi di maggio e giugno fino ad un massimo di 24 rate mensili. Al fine di sostenere le specifiche esigenze di liquidità derivanti dai piani di rateizzazione concessi dai fornitori di energia elettrica e gas naturale, Sace potrà rilasciare le proprie garanzie in favore di banche, di istituzioni finanziarie entro un limite massimo di impegni pari a 9 miliardi di euro. Confindustria ha criticato la misura, assieme all’intero decreto definendolo “deludente”, spiegando che la rateizzazione per le imprese delle bollette “non è immediatamente applicabile”, ma soprattutto genera “indebitamento per gli operatori senza incidere sul reale problema del costo dell’energia per il settore industriale”.

Fonte : Today