Il caldo record in Artide e Antartide

Ai Poli è successo qualcosa che non ha precedenti. Verso metà marzo ai due estremi opposti del pianeta si sono toccate simultaneamente temperature da record decine di gradi superiori rispetto alla media del periodo: circa 30°C in più nell’Artico e 40°C in più in Antartide. Uno shock anche per gli scienziati del clima: probabilmente si tratta di un evento eccezionale, non strettamente legato al riscaldamento globale, ma se dovesse ripetersi sarebbe più che preoccupante.

Scioglimento simultaneo

Nell’Artico si avvicina la stagione estiva ed è normale che le temperature si stiano alzando. Tuttavia, il National Snow and Ice Data Center (Nsidc) di Boulder (Colorado) ha registrato temperature ben al di sopra della media stagionale, circa 30°C sopra. Il che, ha precisato Walt Meier del Nsidc all’Associated Press, ha portato le temperature vicino al punto di fusione del ghiaccio: molto insolito a metà marzo.

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Quello che ha provocato maggiore sconcerto tra gli esperti, però, è quanto è accaduto nello stesso momento in Antartide

Il 18 marzo la stazione Concordia in Antartide ha registrato -12,2°C, la temperatura più alta mai avvertita in questo periodo da quando vengono monitorate, circa 40°C sopra la media. A Vostok (l’osservatorio russo vicino al Polo Sud dove si registrano le temperature più basse del pianeta) a marzo le temperature sono attorno a -50°C, ma venerdì scorso il termometro segnava -17,7°C, battendo tutti i record da 65 anni a questa parte. Temperature così alte – hanno commentato Linda Keller e Matt Lazzara della University of Wisconsin al Washington Post – sono particolarmente sorprendenti dato che marzo corrisponde all’autunno antartico.

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Le cause

C’è prudenza da parte degli scienziati del clima sulle cause che possono aver provocato questo insolito fenomeno.  Alcuni modelli climatici – ha spiegato Jonathan Wille dell’Université Grenoble Alpes (Francia) al Washington Post – indicano come responsabile un “fiume atmosferico” che ha portato precipitazioni aumentando l’umidità. Umidità che è poi rimasta intrappolata in una cupola di alta pressione nell’Antartide orientale, scaldando l’area e contribuendo allo scioglimento dei ghiacci in una regione che in genere non è toccata in modo particolare dal fenomeno. La situazione, comunque, dovrebbe tornare alla normalità in poco tempo senza influire sulla stabilità dei ghiacci.

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Secondo gli esperti è difficile attribuire l’evento al cambiamento climatico in modo diretto, anche se l’aumento delle temperature globali potrebbe aver contribuito. Il cambiamento climatico potrebbe aumentare le probabilità che fenomeni come i fiumi atmosferici si verifichino e che siano più intensi.

Servono comunque più studi, perché l’Antartide è un posto particolare e si stanno verificando fenomeni apparentemente contraddittori. Il Polo Sud, per esempio, si è lasciato alle spalle il record di temperature più basse mai raggiunte tra aprile e settembre, ma poco dopo gli scienziati hanno registrato una riduzione storica del ghiaccio marino.

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Fonte : Wired