Sopravvissuto ai campi di concentramento, muore nei bombardamenti russi in Ucraina

Guerra in Ucraina

21 Marzo 2022

Boris Romantschenko aveva 96 anni ed è morto in un raid a Kharkiv. Era sopravvissuto a tre diversi campi di concentramento, ma è morto in un’altra guerra.

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Un sopravvissuto di 96 anni ai campi di concentramento dell’Olocausto è rimasto ucciso in un bombardamento dell’esercito russo nella città ucraina di Kharkiv. Boris Romantschenko è morto venerdì 18 marzo dopo che la sua casa è stata colpita dai raid delle truppe di Putin: era un sopravvissuto ai campi di concentramento di Buchenwald, Peenemünde, Mittelbau-Dora e Bergen-Belsen. Lo ha annunciato il direttore della Fondazione Buchenwald e Mittelbau-Dora, Jens-Christian Wagner. “L’ex prigioniero di Buchenwald e vicepresidente del comitato internazionale Buchenwald-Dora e dei comandi per l’Ucraina (Ikdb ) è morto venerdì a Kharkiv. È stato colpito l’edificio in cui viveva. Il suo appartamento è andato a fuoco”, si legge sul sito della Fondazione.

Chi era Boris Romantschenko

Boris Romantschenko era nato il 20 gennaio 1926 a Bondari vicino a Sumy. Deportato a Dortmund, in Germania, nel 1942, era stato costretto ai lavori forzati. Dopo aver tentato la fuga, era stato catturato e mandato nel campo nell’ottobre 1943. Durante la prigionia era stato spostato poi prima al campo di concentramento di Mittelbau e poi quello di Bergen-Belsen. “La costruzione di un nuovo mondo di pace e libertà è il nostro ideale”, aveva detto in un discorso pubblico. E invece ha trovato la morte in un’altra guerra.

Boris Romanchenko – foto Fondazione Buchenwald

Invasione in Ucraina per “denazificare” il Paese

La morte di Romanchenko è solo l’ultimo in ordine di tempo di una serie drammatici eventi arrivati a margine dell’affermazione di Vladimir Putin secondo cui la Russia è giustificata a invadere l’Ucraina perché deve “denazificare” il Paese. Arriva poche settimane dopo che le bombe russe hanno colpito la zona del memoriale di Babyn Yar, dove decine di migliaia di ebrei sono stati massacrati all’epoca dell’Olocausto a Kiev. All’epoca, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky aveva detto: “Al mondo, che senso ha dire ‘mai più’ per 80 anni, se il mondo rimane in silenzio quando una bomba cade in questo luogo?”

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Fonte : Fanpage