Turismo sostenibile: 5 foreste da sogno da visitare almeno una volta nella vita

Le foreste sono tra i luoghi più magici del nostro pianeta: oltre all’immensa utilità che hanno nell’equilibrio ecologico, le grandi aree boschive hanno sempre avuto un certo fascino sull’uomo.

Nei prossimi paragrafi scopriremo 5 foreste dalla bellezza intramontabile, da visitare almeno una volta nella vita.

Foreste e comunità locali: un rapporto indissolubile per la sopravvivenza delle aree rurali

La foresta millenaria di Tarvisio 

Partiamo dalla nostra bellissima penisola: la foresta di Tarvisio, al confine con Austria e Slovenia, ha una storia millenaria. Le prime notizie storiche risalgono all’anno 1007, quando l’imperatore di Germania Enrico II il Santo la donò al vescovo di Bamberga.
È la più grande foresta demaniale d’Italia ed è gestita da più di un secolo secondo un preciso piano che garantisce una copertura arborea continua e il rinnovamento naturale delle specie autoctone. Proprio per questo, la foresta di Tarvisio rappresenta una delle aree naturalistiche più preziose del nostro paese, ed è dimora di uno dei sistemi faunistici più complesso delle Alpi. Vi cresce una qualità molto pregiata di abete rosso, detto “di risonanza”, utilizzato per la costruzione degli strumenti musicali a corda.

foresta di tarvisioFoto di Petra Kolaříková da Pexels

La foresta storta (Crooked forest, Polonia)

Ci spostiamo poco lontano, in Polonia, e più precisamente nella Pomerania Occidentale. Questo boschetto di pini dalla forma strana, è una meraviglia artificiale, ma al momento non si conoscono ufficialmente le origini della foresta storta (Crooked forest). Una teoria racconta che sia stata usata una tecnica particolare quando vennero piantati, negli anni ’30, in modo che potessero essere utilizzati nella costruzione di navi.
Altri ipotizzano che i giovani alberelli siano stati schiacciati dai carri armati durante la seconda guerra mondiale e questo è ciò che li ha fatti crescere in questo modo. Qualunque sia la ragione, il risultato è una delle foreste più strane del pianeta.

crooked_forest-2@GoogleHeart

La foresta di bambù di Sagano (Giappone)

Andiamo decisamente più lontano questa volta: a breve distanza in treno da Kyoto, questa magnifica foresta di bambù nel distretto di Arashiyama è un luogo profondamente affascinante. Una perla naturale punteggiata qua e là da palazzi e monumenti storici (in passato residenza turistica degli imperatori), la foresta di bambù di Sagano oggi è un’oasi di silenzio percorribile solo attraverso sentieri delimitati in mezzo alle alte canne.
Il particolarissimo fruscio del vento fra le canne è stato dichiarato dal governo giapponese uno dei “100 paesaggi sonori del Giappone”, una selezione di rumori quotidiani destinati a incoraggiare la gente del posto a fermarsi e godersi la musica della natura.

La foresta gigante (Redwood National Park, California, USA)

Le sequoie della California sono gli alberi più alti del pianeta (e tra i più antichi) e i parchi nazionali e statali di Redwood ospitano quasi la metà di quelli rimasti sul pianeta.

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Gli ultimi nel loro genere, questi vecchi giganti sono distribuiti in quattro parchi e coprono 158 chilometri quadrati. Possono arrivare a superare i 100 metri in altezza e i 30 metri di diametro del fusto.

La foresta di Monteverde (Costa Rica) 

Rimaniamo in America ma ci spostiamo a sud del continente: prende il nome dalla vicina città di Monteverde, questa riserva forestale di 26.000 acri situata nelle foreste pluviali del Costa Rica. L’area è composta da sei zone ecologiche, il 90% delle quali sono foreste vergini.
Con oltre 2.500 specie di piante (tra cui la maggior parte delle specie di orchidee in un unico luogo), 100 specie di mammiferi, 400 specie di uccelli e 120 specie di rettili e anfibi, la foresta di Monteverde merita sicuramente di essere annoverata tra le meraviglie di Madre Natura.

Fonte : Today