Dalla realtà virtuale ai droni militari, intervista a Palmer Luckey

Prosegue. Abbiamo torri dispiegate lungo tutto il confine meridionale e settentrionale [degli Stati Uniti, ndr]. Rientra nel budget annuale del Congresso. Ma la maggior parte del nostro lavoro è in campo militare. Non ci sono appalti da un miliardo di dollari in vista per espandere massicciamente l’attività al confine.

Ho visitato il confine con lei all’inizio del 2018, poco prima che venissimo a conoscenza della politica di separazione delle famiglie al confine e di altre situazioni di sofferenza. Come si sente a riguardo?

Sono ancora molto orgoglioso del lavoro che facciamo per la sicurezza dei confini. La realtà è che indipendentemente da quale sia la politica sull’immigrazione, è giusto sapere cosa sta attraversando il confine. Lo avete visto con l’amministrazione [dell’attuale presidente statunitense Joe] Biden. Hanno cambiato la politica di gestione delle persone che attraversano il confine, ma vogliono ancora sapere se la gente contrabbanda droga negli Stati Uniti, armi fuori dal paese, e contanti in entrambe le direzioni. A prescindere da quale sia la politica sull’immigrazione, pochissime persone non vogliono che ci sia consapevolezza sul tema. Penso che questa sia uno delle ragioni per cui abbiamo continuato a lavorare bene, anche nel lavoro per la sicurezza dei confini, con la nuova amministrazione.

Sembrerebbe che il passaggio dalla costruzione del muro al monitoraggio del confine vi aiuti.

Sì. La prima applicazione per la quale la Customs and Border Protection [l’agenzia degli Stati Uniti che si occupa di sicurezza dei confini, ndr] ci ha effettivamente pagato riguardava una zona dove c’era già una barriera d’acciaio alta più di cinque metri, ma che comunque non fermava il passaggio delle persone.

Le vostre attenzioni si concentrano principalmente su quello che chiamate Lattice, un sistema per collegare parecchi sensori e tecnologie diverse, che consente ai soldati di vedere cosa accade sul campo di battaglia in tempo reale. Come sta andando?

Stiamo lavorando con tutti i principali rami delle forze armate americane. Stiamo lavorando molto anche con il ministero della Difesa britannico e l’esercito australiano. La cosa bella è che vogliono tutti che le loro tecnologie siano interoperabili. L’obiettivo di Lattice è quello di fondere tutti i sensori e gli effettori del dipartimento della Difesa, non solo le cose che facciamo noi. Di recente abbiamo fatto un’esercitazione di Abms [Advanced battle management system], dove abbiamo fuso diverse decine di sistemi esistenti. Abbiamo usato il sistema in un cacciatorpediniere navale e nei suoi sistemi d’armamenti, oltre che in in alcuni jet da combattimento pilotati da esseri umani. Lattice realizza un quadro in cui sono contrassegnati gli elementi rilevanti e poi fornisce quei dati alle persone che hanno bisogno di conoscerli in tempo reale.

Fonte : Wired