Colombo, dalle donne 200mila firme al governo contro la povertà

Iniziativa del National Women’s Movement for Economic Rights di fronte al dilagare di carenza di cibo, blackout, mancanza di gas e carburante. Il ministro della Cooperazione: “Con problemi globali che sfuggono al nopstro controllo dare risposte è una sfida enorme”.

Colombo (AsiaNews) – Duecentomila firme raccolte nello Sri Lanka per chiedere al governo risposte immediate alla crisi economica che colpisce in maniera particolare le donne. L’iniziativa è del National Women’s Movement for Economic Rights, che a Colombo ha consegnato nei giorni scorsi questa petizione al governo.

“La povertà, compresa la carenza di cibo – si legge nel testo della petizione – è in aumento nello Sri Lanka. I normali agricoltori, pescatori, operai, piccoli produttori, piccoli venditori, impiegati nell’industria dell’abbigliamento e i lavoratori a giornata stanno soffrendo molto e le donne sono diventate le vittime peggiori di questa situazione”.

A ricevere il documento è stato il ministro della Cooperazione, dello sviluppo commerciale e della protezione dei consumatori, Lasantha Alagiyawanna. “Il nostro ruolo – ha dichiarato il politico ad AsiaNews – è quello di proteggere i consumatori. Adempiere a queste responsabilità oggi è diventata una sfida enorme a causa dei molti problemi che sono fuori dal nostro controllo in tutto il mondo. Ci sforziamo di fornire soluzioni sostenibili. Abbiamo concordato di lanciare nuovi servizi attraverso schemi cooperativi nel settore delle piantagioni e delle zone di libero scambio. Inoltre, abbiamo concordato con le donne di continuare a lavorare su ciò che può essere fatto in altri settori che toccano in maniera particolare le donne”.

La gente lamenta i blackout, la mancanza di carburante, le difficoltà di accesso a gas e beni essenziali, incolpando il governo e aspettando in coda giorno e notte. Lucia Mary, che rappresenta le donne del distretto di Vavuniya, commenta ad AsiaNews: “Questi problemi legato all’economia, alla sicurezza, a servizi come l’istruzione dei bambini, la salute e i trasporti rendono la vita delle donne molto difficile. Speriamo che qualche soluzione possa essere trovata.

Chandra Devanarayana, presidente della Free Trade Zone Workers’ Welfare Organization, ha aggiunto che ai lavoratori di queste zone speciali è stato promesso di poter acquistare beni a prezzi agevolati e farmaci approvati dalla State Pharmaceutical Corporation, insieme a un sistema per ottenere l’acqua potabile attraverso i rubinetti.

Fonte : Asia