In Russia TikTok ha fatto un repulisti, lasciando spazio alla propaganda

TikTok ha bloccato l’accesso in Russia ai contenuti stranieri, lasciando più spazio alla propaganda del Cremlino. La società è stata una delle tante ad agire sulla scorta dell’invasione in corso in Ucraina, ma un report afferma che i suoi cambi nelle policy non sono stati trasparenti né utili per limitare la disinformazione pro-Cremlino sulla guerra in Ucraina e più in generale.

La piattaforma video il 6 marzo ha fatto sapere di avere vietato lo streaming live e il caricamento di nuovi contenuti in Russia dopo che il Cremlino ha criminalizzato la diffusione di quelle che ritiene essere notizie false sull’invasione dell’Ucraina. TikTok in precedenza aveva già escluso gli account di media statali russi come RT e Sputnik.

Lo studio pubblicato da Tracking Exposed, un’organizzazione indipendente italiana che monitora i social media, evidenzia però che dal 7 marzo TikTok ha reso indisponibili agli utenti russi tutti i contenuti pubblicati da canali non russi. Questa restrizione, non annunciata pubblicamente, si stima abbia rimosso circa il 95% dei contenuti precedentemente disponibile per gli utenti russi di TikTok. Se il blocco riguarda tutti i canali non russi, indipendentemente dal loro contenuto, gli account con sede in Russia possono ancora caricare i propri video utilizzando delle scappatoie, afferma il rapporto.

Tracking Exposed riporta per esempio che alcuni utenti di TikTok, al soldo della propaganda russa secondo Vice, sono tuttora attivi sulla piattaforma anche se i loro contenuti sono stati cancellati. Dalla ricerca emergono però altri account di quella che sembra essere una rete di propaganda coordinata, forse direttamente sostenuta dalle autorità, sostengono gli autori del report. Rimangono disponibili account a favore del presidente russo Vladimir Putin, insieme a diversi canali correlati a Russia Today e a resoconti a sostegno del presidente bielorusso Alexander Lukashenko. La parola chiave Zelensky (dal cognome del presidente ucraino Volodymyr) non è bandita, ma la ricerca restituisce per lo più contenuti contro il presidente ucraino.

Secondo gli autori dello studio, TikTok sta limitando le informazioni sulla guerra Ucraina-Russia ben “al di sopra e al di là di quanto richiesto in risposta alla legge russa sulle fake news”. Bloccare i contenuti stranieri in un modo mai visto prima isola ancora di più gli utenti russi dal resto del mondo, “lasciandoli esposti solo alla propaganda russa a favore della guerra” sostiene il report. TikTok, l’unica piattaforma globale ancora disponibile in Russia, “si è trasformata di fatto in un canale di propaganda per il Cremlino”, afferma Marc Faddoul, co-direttore dell’organizzazione.

Il report suggerisce anche un legame tra la proprietà cinese di ByteDance, la casa madre di TikTok, e l’operato dell’app in Russia. Nei giorni successivi all’invasione russa dell’Ucraina, le piattaforme di social media cinesi Weibo, WeChat e Douyin hanno infatti limitato i contenuti contro la guerra. Secondo gli autori è plausibile un’alleanza tra Russia e Cina nella guerra dell’informazione sul conflitto.

La mossa di rimuovere i contenuti stranieri da TikTok è però motivata con molta probabilità anche da vincoli commerciali. Per rispettare la nuova legge sulle notizie false e rimanere attivo in Russia, TikTok ha pensato di vietare tutti i contenuti non russi. Un “modo molto grossolano ma relativamente efficace per conformarsi”, anche se potenzialmente pericoloso.

Fonte : Wired