Kazunori Yamauchi e la collaborazione con Brembo per Gran Turismo 7

“Siamo stati in contatto con Brembo per anni e quando abbiamo progettato il Tuning Shop all’interno di GT7, eravamo interessati a lavorare con un’azienda leader dei sistemi frenanti per aggiungere valore all’esperienza di customizzazione. Brembo ha una lunga storia, con oltre 60 anni di innovazione e successi nel settore automobilistico e del motorsport. Abbiamo avviato un confronto con il team Brembo, che si è dimostrato molto ricettivo, fornendo idee pertinenti su come integrare il loro marchio e i loro prodotti all’interno di GT7”: a parlare è Kazunori Yamauchi, Ceo di Polyphony Digital, pilota professionista, ideatore e creatore della storica serie Gran Turismo, videogiochi di simulazione di guida in esclusiva per PlayStation.

Nel Tuning Shop all’interno dell’ultimo Gran Turismo (qui la nostra prova), il negozio virtuale in-game che si sblocca a un determinato livello di gioco, si trovano soluzioni targate Brembo che possono essere montate sulle vetture per aumentarne le prestazioni, come ricordato da Paolo Oldoni, responsabile progettazione impianti upgrade auto di Brembo: “I nostri impianti frenanti equipaggiano le vetture e le motociclette più prestigiose al mondo. In particolare le pinze freno sono ben visibili attraverso i cerchi delle vetture più performanti. Per cui quando il team di Polyphony ha iniziato a lavorare al nuovo capitolo del gioco ci ha contattati per chiederci l’autorizzazione a riprodurre i nostri prodotti e il nostro marchio. Da lì è nata inizialmente una collaborazione, trasformata poi in partnership”.

Il fatto che Brembo sia sinonimo di performance, eccellenza e innovazione ha certamente facilitato il rapporto, secondo Oldoni: “Abbiamo avviato un percorso che ci porta oggi a poter equipaggiare con soluzioni Brembo della gamma Upgrade tutte le auto i cui impianti frenanti possono essere messi a punto nel Tuning Shop di GT7”.

Non una semplice sponsorizzazione, come sempre più spesso si vede all’interno dei videogiochi, ma un lavoro che ha coinvolto attivamente i due team, come ha spiegato Yamauchi: “Brembo ha fornito informazioni dettagliate sulla sua linea di prodotti, in questo modo siamo stati in grado di includerli nel Tuning Shop, rispecchiando il più possibile le caratteristiche reali”.

Un lavoro lungo è meticoloso, ci ha raccontato Oldoni: “Tra i due team c’è stata un’ottima collaborazione, durata mesi. In questo periodo c’è stato uno scambio di informazioni utili all’individuazione dei prodotti più adatti al potenziamento delle prestazioni delle vetture in gioco. Abbiamo scelto di introdurre nel gioco vari step di trasformazione delle auto, partendo dalla sostituzione del disco freno sino ad arrivare a impianti frenanti completi, che rappresentano il top di gamma”. Conclusa questa fase, Brembo ha fornito i disegni 3d dei prodotti, per poter permettere la realizzazione di immagini il più fedeli possibile, e infine “c’è stata una fase di fine-tuning degli ultimi dettagli”.

Essendo l’azienda Italiana partner esclusivo per gli impianti frenanti, “l’offerta di prodotti Brembo è stata abbinata ai diversi livelli di tuning disponibili nel negozio di GT7, per cui i giocatori saranno in grado di montare una varietà di prodotti sulle loro auto, dalle pastiglie dei freni sportivi fino agli impianti carboceramici”, ha detto ancora Yamauchi.

Ancora Oldoni: “Nel Tuning Shop di Gran Turismo 7, il videogiocatore potrà iniziare sostituendo i dischi freno di primo impianto con quelli della gamma Sport e progredendo far evolvere l’auto con diversi sistemi frenanti Brembo, arrivando ai prodotti più performanti e distintivi per vetture stradali, tra cui i dischi freno in carboceramica e le pinze GT-BM, disponibili in 8 colori diversi. Le vetture così modificate vedranno incrementate le prestazioni legate ai freni sui diversi tracciati messi a disposizione nel gioco”.

L’attenzione maniacale di Yamauchi ai dettagli è nota, ma la collaborazione tra Polyphony Digital e Brembo va oltre la scelta del particolare giusto e dimostra come un videogioco possa veicolare attivamente un marchio e prodotti d’eccellenza. In questo caso, anche il made in Italy.

Fonte : Repubblica