La dedica speciale di Karl Anthony Towns dopo i 60 punti: è per la mamma, morta a causa del covid

15 Marzo 2022

A guidare il lungo dei Minnesota Timberwolves nella serata più importante della sua carriera è stato il ricordo della madre morta di covid-19, come lui stesso ha scritto sui social.

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Una partita storica, per sé, per la franchigia e per la lega intero. Nella notte Karl Anthony Towns si è abbattuto come un tornado sui malcapitati San Antonio Spurs segnando la bellezza di 60 punti (32 nel solo terzo quarto) con 19/31 dal campo e 7/11 da tre, arricchendo inoltre il suo score con ben 17 rimbalzi. Una prestazione che ha superato i suoi stessi 56 punti segnati nel 2018 e che fino a ieri notte rappresentavano il massimo per un giocatore dei Minnesota Timberwolves.

In più, KAT è diventato il primo giocatore di questo 2021/22 a scollinare oltre quota 60 nonché il primo centro a farlo dai tempi di Shaquille O’Neal, che ci era riuscito nel lontano 2000. Con una partita del genere i T’Wolves non potevano che chiudere con un successo, l’ottavo nelle ultime nove gare, che tiene vive le speranze di sesto posto e qualificazione diretta alla post-season, oggi distanti 2 partite. Non è un caso però che Towns abbia “scelto” proprio ieri per sfoderare la gare più dominante della sua carriera. E a ricordare il perché è stato lui stesso su Twitter, pochi minuti fa:

La dedica alla mamma entrata in ospedale proprio 2 anni fa

Il lungo di Minnesota si è aperto sul social in poche ma significative parole dedicate alla madre: “Ieri sono trascorsi due anni dalla data in cui i miei genitori sono entrati al pronto soccorso del JFK Medical Center di Edison, nel New Jersey, e sono stati ricoverati per il COVID-19. Lo stesso ospedale in cui mia madre mi ha dato la vita e, tragicamente, lo stesso ospedale in cui ho visto la sua vita iniziare a scivolare via. Due anni dopo, sono entrato nell’AT&T Center con il più grande angelo custode che avrei mai potuto avere vicino e ho segnato 60 punti contro l’allenatore più vincente di tutti i tempi. Scrivo questo per dire che non importa cosa ti riserva la vita: puoi uscirne più forte.  I periodi duri non durano per sempre, le persone dure…si. Mi manchi mamma. Questo gioco, la mia vita, è per te“.

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Nel giro di pochi mesi infatti, proprio a far data dal 14 marzo di 2 anni fa giorno in cui i suoi genitori furono ricoverati per l’aggravarsi dei sintomi legati alla malattia (che lui stesso aveva contratto), Towns ha perso la madre Jacqueline (morta il 13 aprile 2020) e complessivamente 7 parenti a causa del coronavirus, vivendo in prima persona il dramma della pandemia e confessando poi successivamente di avere anche considerato il ritiro non riuscendo in alcun modo a trovare forza e motivazioni per andare avanti. Riuscire grazie al basket a superare e elaborare il lutto, giocando quest’anno probabilmente la miglior pallacanestro dal suo esordio in NBA, è un enorme successo che il ragazzo si merita e che lui stesso aveva in qualche modo annunciato già prima di inizio stagione, aprendosi a 360 gradi sul dolore provato e sul durissimo periodo che aveva messo in discussione ogni sua certezza. Dopo le parole scritte poco fa, non si può non fare ulteriormente il tifo per lui.

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Fonte : Fanpage