Oltre i dati, verso i dati. L’arte di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico

“La cura” non è altro che questo. Quando nel 2012 Salvatore scopre di essere affetto da un tumore al cervello, decide di condividere tutta la sua documentazione medica con il pubblico attraverso l’utilizzo di Internet. Ancora oggi ci sembra incredibile una operazione del genere, figuriamoci nel 2012 quando i social iniziavano ad affacciarsi e l’idea di “condividere” era ancora molto primordiale. Viene così a crearsi una comunità internazionale in costante crescita, fatta delle persone più disparate, una cura psicologica, emotiva, spirituale. Da qui il libro, La cura (Codice, 2016), un manuale di vita. Una nuova metodologia nasce da questo progetto, una metodologia su come riappropriarci della mole di dati che creiamo quotidianamente, oltre l’utilizzo di quel capitalismo finanziario e tecnologico.

Da qui l’urgenza di creare un centro, “HER She Loves Data”, che utilizzasse i dati in una forma nuova. Non come materia prima per l’estrazione di informazioni da parte della grandi aziende, ma come modelli generativi per i cittadini, come strumenti di produzione e creazione di nuove informazioni “creative”, di nuove opere, di nuovi processi. Rimpossessarsi dei dati per usarli per il bene di tutti, come un nuovo ecosistema. Ecosistema è una parola chiave, la parola che ci può far entrare in un nuovo abitare. Tutto produce dati (persone, animali, piante), tutto è informazione, il punto sta in cosa consideriamo sia informazione, come la usiamo e come la indirizziamo. In questo l’arte è fondamentale, un’arte che ritrova il suo ruolo attivo di motore sociale, di attivatore di processi, di creazione di ecosistemi. Un progetto totale, che comprende la totalità degli ecosistemi viventi, per sperare ancora in un mondo migliore.

Fonte : Wired