Le serie tv sulle aziende della Silicon Valley si concentrano troppo sui fondatori

Le rappresentazioni più recenti della vita nelle startup sono meno centrate. Nonostante offra un resoconto veritiero di molti dei dettagli della vicenda, Super Pumped glorifica Kalanick facendo ruotare la storia intorno a lui. La serie ha uno strano modo di ritrarre i dipendenti di Uber, che sembrano passare le giornate stravaccati sui divani dell’ufficio open space in modo da essere sempre pronti per uno dei discorsi motivazionali di Kalanick. Solo nei primi due episodi ci sono quattro scene distinte in cui i dipendenti di Uber applaudono il loro amministratore delegato come se fossero dei tifosi allo stadio. Kalanick era senza dubbio una figura magnetica, ma anche i suoi dipendenti erano persone. In Super Pumped, invece, sono rappresentati più come oggetti di scena.

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The Dropout cade in un errore simile. La miniserie in otto episodi mostra lo staff di Theranos riunirsi per applaudire Holmes come se fosse una moderna pop star. In una scena, Holmes annuncia all’ufficio che Theranos ha ricevuto l’approvazione per condurre dei test sull’herpes. A quel punto i dipendenti si alzano in piedi sulle sedie e iniziano a scandire il nome dell’azienda con un coro.

Una visione di Theranos un po’ diversa da quella che emerge in resoconti più approfonditi, come il best-seller Una sola goccia di sangue (Bad Blood) di John Carreyrou (che compare nella serie con un ruolo minore). Il libro ha raccontato la storia di Theranos attraverso i suoi dipendenti, i suoi investitori, chi ha usato la tecnologia dell’azienda e chi ha permesso l’ascesa di Holmes. Tutte queste persone compaiono nella serie, ma le attenzioni si concentrano più su Holmes. The Dropout cerca di colmare gli spazi vuoti e ipotizzare le motivazioni che Holmes non ha mai voluto rivelare: la voce stranamente profonda, i capelli volutamente crespi, il guardaroba composto da dolcevita neri tutti identici: tutti aspetti che ne facevano un personaggio un po’ un misterioso. Il ritratto che Seyfried restituisce di Holmes è quello di una ragazza ingenua che canta ad alta voce nella sua auto e dà il via ai balli alle feste private. È un’interpretazione tenera e magari anche veritiera. Ma è inventata di sana pianta.

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WeCrashed, invece, non ha bisogno di immaginare come fosse il fondatore di WeWork dietro le quinte. Esistono moltissimi di filmati d’archivio che lo ritraggano mentre promuove l’azienda ai suoi inizi, manda giù uno shot dopo l’altro con i dipendenti durante ritiri obbligatori, o peta senza vergogna davanti alle telecamere. Questa è la cosa che fa di WeCrashed la serie più divertente da guardare tra quelle citate. Come le altre serie sulle startup, anche WeCrashed si concentra in gran parte sul suo fondatore (interpretato da Jared Leto) e sua moglie Rebekah (Anne Hathaway), e a volte sembra più raccontare la loro storia d’amore che una società in crescita. Ma è proprio per questo che funziona. Tutte le startup di successo riescono a prendere slancio grazie ai loro fondatori, che a volte hanno ruolo anche più importante rispetto alle loro idee. Dei tre rappresentati da queste serie, il Neumann di Leto è l’unico in cui si può davvero immaginare di investire.

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Una decina di anni fa le rappresentazioni delle aziende tecnologiche nei film e nelle serie tv trasformavano i loro protagonisti in una sorta di dei minori. The Social Network dipingeva Mark Zuckerberg come un eroe bambino, mentre Steve Jobs ha alimentato il culto del fondatore di Apple. Le nuove serie non si discostano da questo modello, se non fosse che i loro protagonisti volano troppo vicino al sole della Silicon Valley. In The Dropout, Theranos si trasforma nella storia di una donna ambiziosa che è dovuta crescere troppo in fretta. Super Pumped diventa lo studio di un ego ipertrofico. WeCrashed parla di una coppia sposata che finisce per credere ai propri deliri. I fondatori vengono sempre acclamati, ma non tutti escono vincitori.

Ci sono molte ragioni per guardare tutte e tre queste serie: Super Pumped piacerà agli addetti ai lavori della Silicon Valley, che si godranno i ritratti di Larry Page, Bill Gurley e Ariana Huffington. The Dropout merita di essere visto se non altro per come Seyfried riesce a calarsi nella “voce”. E WeCrashed è una delle opere televisive più divertenti dell’anno, con interpretazioni riuscitissime e una sceneggiatura intelligente e con un ritmo sostenuto. Ma nessuna di queste serie coglie l’occasione di inserire momenti per spostare la telecamera dai protagonisti e concentrarsi sulle altre persone che hanno subito le conseguenze della loro spettacolare ascesa e dalla loro altrettanto spettacolare caduta. Forse le seconde stagioni potrebbero distogliere lo sguardo dai fondatori e raccontarci per la prima volta la storia di tutti gli altri.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired Us.

Fonte : Wired