Marco Baccanti a Wired Health: “Con Enea Tech e Biomedical più completi e competitivi”

Motori accesi per Enea Tech e Biomedical, la fondazione vigilata dal ministero dello Sviluppo economico che si occuperà di promuovere e portare sul mercato progetti legati alle scienze delle vita. Dotazione iniziale: 750 milioni di euro. Da tre settimane il direttore generale è Marco Baccanti, di rientro in Italia dopo anni all’estero per guidare il cambiamento. “L’obiettivo è sviluppare le scienze della vita in Italia, arrivare ad avere una filiera più completa e competitiva, con capacità di attrarre investimenti e migliorare la capacità di trasferimento tecnologico, generando valore economico dalla ricerca scientifica”, ha detto Baccanti intervenendo a Wired Health 20220.

Enea Tech e Biomedical “non sarà una organizzazione finalizzata a finanziare la ricerca scientifica, ma ci sarà sempre una attenzione al mercato. I modelli ai quali ci ispiriamo sono quelli internazionali: authority specializzate sullo sviluppo economico di progetti di ricerca. Le leve – spiega Baccanti – sono sempre le giuste policy e il denaro pubblico che deve essere sfruttato per catalizzare processi che non avverrebbero o avverrebbero in modo più lento del necessario”.

Focus, certo, sulle startup e le piccole-medie imprese innovative che sono però solo un ambito sul quale si muoverà Enea Tech e Biomedical. “Startup e pmi siano sostenibili e foriere di sviluppo, serve innovazione che soddisfi un bisogno. Secondo pilastro è aiutare la competitività delle aziende già esistenti; terza leva è attrarre le imprese da fuori per completare la filiera lì dove non è possibile farlo con startup e società più mature. Bisogna fare in modo che la crescita venga in modo organico e che tutti i progetti siano credibili dal punto di vista economico”, evidenzia Baccanti.

L’attenzione è infatti tutta sugli “obiettivi finali” della fondazione controllata dal Mise: “Restituire un paese più competitivo e far sì che la filiera del biotech sia più completa”. Per questo si vuole “fare in modo che le nuove aziende possano colmare le lacune e allo stesso tempo si vuole rendere le imprese esistenti più forti”. Compito non facile, per fortuna: “L’Italia – ricorda Baccanti – è ancora il maggiore esportatore di prodotti farmaceutici in Europa. Una eccellenza riconosciuta all’estero e che va difesa”.

Fonte : Wired