Politiche ‘verdi’ a Singapore contro l’innalzamento del mare

La città-Stato è particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico con intere aree che rischiano di finire sommerse. Previsti carbon-tax e investimenti per 66,5 miliardi per la riforestazione di aree costiere e e la creazione di spazi verdi che incrementino l’emissione di ossigeno.

Singapore (AsiaNews) – Un incremento consistente della carbon-tax entro il 2030 e l’impegno a raggiungere emissioni-zero di gas a effetto-serra entro il 2050, ma anche massicci investimenti per migliorare la qualità ambientale attraverso interventi sull’ecosistema. Così Singapore si propone di affrontare l’emergenza ambientale che riguarda anche la minaccia rappresenentata dall’innalzamento del mare con il rischio di una sommersione almeno parziale del suo territorio.

A confermare i rischi e a riaccendere il dibattito ambientale è anche l’ultimo rapporto annuale sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change. Il rapporto diffuso a fine febbraio dà ampio spazio ai rischi per le città e infrastrutture costiere evidenziando le problematiche di queste aree maggiormente vulnerabili che ospitano una parte consistente della popolazione e delle iniziative economiche. Nel solo Sud-Est asiatico le regioni costiere urbanizzate ospitano oggi 280 milioni di abitanti che le proiezioni prevedono saranno 550 milioni per la metà del secolo. Aree che forniscono anche l’80 per cento del Pil complessivo.

Singapore è in questo contesto una realtà unica in quanto città-stato all’estrema punta della Penisola malese, fortemente interconnessa con il retroterra malaysiano e continentale, ma insieme proiettata verso l’arcipelago indonesiano e soprattutto aperta come poche altre ai rapporti globali per via marittima. I benefici portati da questa posizione alla ricchezza del Paese e al benessere della popolazione rischiano sempre più di essere messi in discussione dalla minaccia congiunta di maree più alte, di un aumento del livello delle acque marine e della crescente imprevedibilità di fenomeni naturali come monsoni, tifoni e maremoti.

Singapore ha nel tempo elaborato strumenti di gestione delle acque interne e protezione da quelle esterne, sottraendo nel frattempo al mare aree di urbanizzazione e di sviluppo industriale. Strutture che hanno negli ultimi anni frenato in parte le conseguenze dei cambiamenti climatici, mentre il Paese si è messo all’avanguardia tra le nazioni impegnate concretamente a combattere l’effetto-serra. Sta riforestando le aree costiere e creando ove possibile spazi verdi che incrementino l’emissione di ossigeno e l’assorbimento di elementi dannosi, oltre che limitare l’erosione dei suoli. Iniziative – queste ultime – che prevedono una  spesa di 100 miliardi di dollari di Singapore (circa 66.5 miliardi di euro) entro il 2100.

Fonte : Asia