Addio a Franco Sciamannini, il vigile Elvis istituzione dei caschi bianchi romani

Il corpo di polizia locale di Roma Capitale piange Gianfranco Sciamannini per tutti Franco, o ancora meglio l’Elvis dei pizzardoni romani. In pensione, 71 anni, l’agente è deceduto per cause naturali lasciando un vuoto fra le centinaia di colleghi, amici, parenti e conoscenti che hanno avuto la fortuna di poterlo conoscere. Uno spirito allegro, sempre pronto alla battuta, per molti reincarnazione del mitico Otello Celletti interpretato dal compianto Alberto Sordi nel film “Il vigile”. Amato anche da quegli stessi automobilisti a cui a volte ha verbalizzato delle multe.

Franco Sciamannini era residente a Castelverde, periferia est della Capitale. Proprio nel quartiere del VI municipio si terranno mercoledì 16 marzo i funerali dell’Elvis Presley dei caschi bianchi, a partire dalle 15:00 alla chiesa Santa Maria di Loreto, in forza al I gruppo Centro ex Trevi era in pensione dal 2012.

Amato ed apprezzato da tutti i colleghi che lo hanno conosciuto, a ricordarlo è Antonio Di Maggio, ex comandante del corpo ora in pensione. “La notizia della sua scomparsa mi ha molto scosso – le parole di Di Maggio a RomaToday -. Quando sono entrato nel corpo della polizia locale nei primi anni ’80 ero spesso affiancato con lui nei servizi. Io al tempo studiavo e lui mi chiamava scherzosamente “il professore”. Ricordo che stava al I gruppo Esquilino, e che era una vera e propria istituzione per tutto il corpo dei vigili romani. Il suo fare sui generis, la sua romanità erano un suo tratto distintivo, come lo è diventato il vigile interpretato da Alberto Sordi nell’omonimo film”. 

Un lungo ricordo quello di Antonio Di Maggio che prosegue: “Molti colleghi giovani lo guardavano con sospetto, ma la sua leggerezza e la sua simpatia, associate sempre ad una grande professionalità, lo avevano fatto amare ed apprezzare da tutti. Anche dagli stessi automobilisti, ai quali con il suo fare scherzoso strappava sempre una risata. E poi quella passione per Elvis Presley, nel cappello portava sempre una foto del “Re del rock n roll, quasi una sorta di santino. Una passione che nel tempo libero lo portava a cantare indossando i panni della leggenda del rock. Era una vera e propria istituzione a Roma e per tutti i romani. Mancherà a tutti”.

Di comandante in comandante, Franco Sciamannini è ricordato anche da Anselmo Ricci, ex comandante in pensione del gruppo Pics: “Se ne va una leggenda, un piccola storia di Roma e la bella storia di un romano, un amico sincero sempre con il sorriso stampato sulla bocca, con il quale abbiamo condiviso tanti anni di lavoro, ma anche tante bellissime serate all’insegna della musica e  il canto di cui era un grande appassionato. Ciao Gianfra’ sono convinto che porterai un po’ di allegria e spensieratezza anche lassù”.

Romano doc, a ricordarlo ache l’Anvup Roma (Associazione Nazionale Polizia Municipale in Pensione Sez. di Roma) che ha reso noto la data ed il luogo per porgergli l’ultimo saluto alla chiesa di Castelverde. Una istituzione che ha voluto ricordare anche Marco Milani, agente della municipale in forza al gruppo Spe: “Oltre ad esprimere le condoglianze alla famiglia posso dire che è un grave lutto che riguarda Roma ed il corpo. Franco ha rappresentato una Roma ed un corpo di polizia locale che oramai non ci sono più. Dove i vigili non si vergognavano di essere chiamati vigili o pizzardoni e rappresentavano un punto di riferimento solare nei confronti dei cittadini i cui problemi provvedevano a mediare prima ancora che a sanzionare”.

“E con un sentimento di tanta tristezza sono venuto a conoscenza della perdita del collega Gianfranco Sciamannini – lo ricorda Antonino Puca, già agente della polizia locale ad Ostia -. Sciamannini non è stato solo un vigile urbano, ma a modo suo è stato un artista, era conosciutissimo dentro e fuori del corpo della polizia locale di Roma. Con lui se ne va anche un pezzo di tanti di noi. Ciao Gianfranco la terra ti sia lieve”.

Una vera e propria leggenda dei pizzardoni romani dunque, come lo ricordano ancora i colleghi era consuetudine da parte degli autisti Atac salutarlo col clacson ogni volta che lo vedevano agli incroci e lui ricambiava col V delle dita e un sorriso. Una istituzione con Striscia la Notizia che gli tributò una dedica con un imitatore di Elvis Presley al termine di un servizio di due giorni per la tempestività con la quale aveva fatto riparare una pericolosa fenditura lungo un binario del tram di via Farini, che all’epoca causò la caduta di diversi motociclisti in pochi giorni. 

Un vigile di una Roma che non c’è più, un vero e proprio King dei caschi bianchi, con il suo ricordo che rimarrà indelebile nel corpo della polizia locale di Roma Capitale. 
 

Fonte : Roma Today