Sondaggi politici, Fratelli d’Italia stacca il Partito democratico, scende ancora la Lega

15 Marzo 2022

Il partito di Giorgia Meloni si conferma al primo posto, seguito dal PD di Enrico Letta al 21,3%. Cala ancora la Lega, che ora arriva al 16,2%, mentre il M5S risale al 13%.

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Il primo partito italiano è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che stacca sempre più il maggior competitor: il Partito democratico. A dirlo è l’ultimo sondaggio politico Swg per il Tg La7 sugli orientamenti di voto. La formazione di destra, ad eventuali elezioni, totalizzerebbe oggi il 21,9%, in crescita di uno 0,4% rispetto a una settimana fa. Subito sotto ci sono i dem, che passano dal 21,2% di 7 giorni fa al 21,3% di oggi.

Rimane stabile al terzo posto la Lega. Il partito di Matteo Salvini, però, scende drasticamente dal 17% della scorsa settimana a circa il 16,2%. In leggera risalita, invece, il Movimento 5 Stelle, che torna al 13%, rispetto al 12,6% della scorsa rilevazione. In calo Forza Italia, che si piazza al quinto posto con l’8,1% dei consensi (-0,1% rispetto ai sette giorno precedenti). Più in basso troviamo la federazione tra Azione e +Europa al 5,2% (con un progresso dello 0,4%) e Italia Viva al 2,5% (in crescita dello 0,2%).

Lo stesso livello del 2,5% è stato raggiunto da Mdp-Articolo 1, che ha guadagnato lo 0,1%. Seguono Italexit con Gianluigi Paragone al 2,2% (in crescita dello 0,2%), Sinistra Italiana al 2,1%, i Verdi al 2%. Tutte le altre liste totalizzerebbero assieme il 3,1%, contro il 3,8% della scorsa settimana. Rimane indeciso, invece, il 42% degli intervistati.

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Con questi numeri il centrodestra di nuovo unito, dopo gli scontri per l’elezione del capo dello Stato e i leggeri distinguo sulla guerra in Ucraina, otterrebbe circa il 47-48% dei consensi. Il centrosinistra è al 40,5%. Infine l’area liberal-progressista vale il 7,7% dei voti degli italiani.

Se dunque Movimento 5 Stelle, PD e partiti di sinistra trovassero un accordo elettorale con le forze di centro, il divario con l’area conservatrice verrebbe eliminato. Al momento, tuttavia, questa opzione sembra impraticabile, visti i veti incrociati tra Conte e il duo Calenda-Renzi. Tra i grillini e i partiti liberali, infatti, non scorre buon sangue.

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Fonte : Fanpage