Slash: “ecco cosa vuol dire essere padre di un giovane batterista di 19 anni!”

Il nostro Rock Ambassador Slash ha raccontato qualcosa di sé e del suo essere un padre rock.

Lo ha fatto nel corso con la canadese iHeart Radio, in occasione di un’intervista per promuovere il suo ultimo album con Myles Kennedy and The Conspirators, 4, uscito lo scorso 11 febbraio per BMG e Gibson Records.

Ho due figli, che sono entrambi molto dentro alla musica – le parole di Slash – ma uno di loro [Cash ndr] è più interessato all’hip-hop e alla techno, mentre l’altro, il più grande [London ndr], è un batterista rock. E la sua band [i S8NT ELEKTRIC ndr] ha appena aperto per i Dirty Honey e Mammoth a San Diego, l’altra sera. Quindi è davvero una specie di viaggio per me. Perché avevo 19 anni quando mi sono unito ai Guns N’ Roses e lui ne ha 19 ora ed è in questa band e fa sempre concerti. Quindi è davvero un po’ surreale”.

Slash ha avuto Cash e London con Perla Ferrar, da cui è divorziato ormai da quattro anni. Da sempre, il chitarrista dei Guns ha dichiarato che diventare padre è stato per lui un vero e proprio stimolo a sistemarsi e ad abbandonare ogni dipendenza, compresa quella dalle sigarette. “Non sono mai stato uno di quei ragazzi che dicevano che sarebbero rimasti single per sempre, senza figli – le sue parole di qualche anno fa a The Pulse Of Radio – Semplicemente non avevo mai fatto dei piani su questo, quindi quando è successo, è stato tipo il momento perfetto della mia vita. È come se, se fosse successo un secondo prima, non avrei potuto gestirlo, perché non ero in me. Poi quando sono arrivati i bambini, in realtà questo mi ha protetto, più di ogni altra cosa”.

Ad oggi, Slash di definisce un padre presente, ma non invadente o pressante, nonostante l’ambito musicale in comune potrebbe far pensare il contrario: “Come papà rock, sono solo di supporto. Cerco di non farmi coinvolgere troppo. Non sono un papà da ‘mamma alla partita di calcetto’, capisci cosa intendo? Per quanto riguarda la musica. Non invado e non faccio percepire la mia presenza. Loro fanno solo quello che fanno e se hanno bisogno di qualche consiglio da parte mia, allora ci sono. Ma è bellissimo. Ci scriviamo a vicenda e io, tipo, ‘Sì, domani farò un concerto in Michigan’, e lui [London ndr] dice: ‘Sì, farò un concerto a San Diego.’ E ci sentiamo vicini. È un viaggio”.

Fonte : Virgin Radio