L’Onu accusa Colombo di crimini di guerra

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha invocato l’imposizione di sanzioni per l’incapacità dello Sri Lanka di individuare i responsabili dell’uccisione di 40mila civili durante il conflitto interno del periodo 1983-2009. Il governo teme che l’arresto di un sospetto a Londra possa portare alla detenzione di ufficiali militari e di attuali funzionari.

Colombo (AsiaNews) – L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha sostenuto la necessità di sanzioni e procedimenti internazionali contro lo Sri Lanka, poiché Colombo si è più volte dimostrata incapace di accertare le responsabilità per le atrocità compiute dall’esercito contro i civili tamil nelle ultime fasi del conflitto civile durato 25 anni e terminato nel 2009.

Secondo Bachelet, la nazione insulare ha preso la strada della “militarizzazione” dopo che Gotabaya Rajapaksa, un ex tenente colonnello, ha assunto la presidenza del Paese nel 2019. L’ex presidente del Cile ha espresso il proprio dissenso in particolare per l’assegnazione di posizioni elevate, nell’amministrazione di governo, a ufficiali militari che dovrebbero affrontare le accuse. 

L’Alto commissario ha inoltre evidenziato la miriade di posti di blocco militari posizionati nella provincia settentrionale dello Sri Lanka abitata in prevalenza dai tamil e la quantità di “denunce di trattamento discriminatorio e molestie, in particolare verso le donne”. 

Bachelet ha quindi esortato gli Stati membri del Consiglio dei diritti umani a invocare la giurisdizione universale per perseguire i funzionari srilankesi accusati di crimini di guerra, chiedendo di “esplorare la possibilità di sanzioni mirate contro i presunti responsabili verosimilmente accusati di gravi violazioni e abusi dei diritti umani”.

“Negli ultimi due anni l’indipendenza della magistratura e altre istituzioni chiave sono state erose, e lo spazio democratico, compreso quello per la difesa dei diritti umani, è stato ridotto”, ha commentato ancora la responsabile Onu per i diritti umani. Allo stesso tempo lo Sri Lanka non ha promosso la riconciliazione e il rispetto dei diritti umani, al contrario, l’attuale governo ha imposto politiche volte a invertire i limitati progressi fatti finora, generando preoccupazione nelle vittime che stanno ancora cercando giustizia.

In base alle informazioni contenute in un rapporto Onu ancora da pubblicare, lo Sri Lanka ha abbandonato le indagini sui “casi emblematici” e ha rifiutato di attuare un meccanismo per preservare le prove contro settori dell’esercito, che avrebbero ucciso circa 40mila civili nelle ultime fasi della guerra. 

La richiesta è arrivata un giorno dopo che un uomo di 48 anni del Northamptonshire (Regno Unito) è stato arrestato dalla polizia metropolitana di Londra in relazione all’omicidio, avvenuto nel 2000, del giornalista tamil Mylvaganam Nimalrajan (un noto cronista che lavorava a Jaffna, zona tamil nel nord dello Sri Lanka). Le autorità srilankesi temono che l’arresto del sospetto possa costituire un precedente per la detenzione di ufficiali militari o funzionari dell’attuale governo.

Jayanath Colombage, segretario del ministero degli Affari esteri, ha informato i media locali (prima della pubblicazione della bozza del rapporto di Bachelet) che l’azione britannica potrebbe avere ripercussioni sugli attuali funzionari, e che “invocare la giurisdizione universale è un altro argomento molto discutibile” perché “qualsiasi Paese può usarlo come scusa per prendere di mira persone di un altro Stato”, ha aggiunto, definendolo un “pericolo molto grande”.

Diverse nazioni occidentali hanno imposto divieti di viaggio ai funzionari militari dello Sri Lanka, tra cui l’attuale comandante dell’esercito Shavendra Silva.

Secondo un rapporto dell’Alto commissario delle Nazioni Unite pubblicato il 25 febbraio 2022, la situazione dei diritti umani nello Sri Lanka è pessima, anche se Colombo sostiene ci sia un miglioramento. Il governo è tacciato di discriminazione contro le minoranze religiose ed etniche, mentre le Forze di sicurezza sono accusate di prendere di mira i gruppi della società civile.

Bachelet ha sottolineato che oltre ai tamil e ai musulmani, anche i cristiani affrontano abusi e discriminazioni, e ha ricordato le vittime degli attentati della domenica di Pasqua 2019, quando un gruppo islamista ha colpito chiese e alberghi, uccidendo oltre 260 persone. 

Fonte : Asia