“Libri Come”, la festa del libro chiude oltre 12 mila presenze

Si chiude con oltre 12 mila presenze la tredicesima edizione di Libri Come. La Festa del Libro, protagonista all’Auditorium Parco della Musica dall’11 al 13 marzo è stata un’incredibile successo.

Il pubblico ha accolto positivamente il ritorno della manifestazione tutta dedicata al settore dell’editoria, a cura di Marino Sinibaldi, Michele De Mieri, Rosa Polacco che quest’anno aveva al centro il tema della Terra.

Dopo l’inaugurazione venerdì sera alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, per 3 giorni si sono avvicendati sui palchi delle sale dell’Auditoium scrittori, intellettuali, artisti, studiosi. Tra questi Zadie Smith, John Banville, David Leavitt, Damon Galgut, Frank Westerman, Dacia Maraini, Ascanio Celestini, Telmo Pievani, Stefano Mancuso, Diego Bianchi, Massimo Recalcati, Emanuele Trevi, , Nicola Lagioia, Serena Dandini, Elena Stancanelli, Alessandro Bergonzoni, Elenora Danco, Licia Troisi, Franco Arminio, Stefano Bartezzaghi e molti altri, che hanno riempito le sale facendo registrare il tutto esaurito in oltre tre quarti degli spazi previsti per gli incontri.

“Aldilà del grande risultato in termini di presenze – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Musica per Roma Daniele Pittèri – il tratto caratterizzante dell’edizione 2022 di Libri Come è stato il legame emotivo che si è generato fra il pubblico e gli autori. Un legame che si è percepito non soltanto durante gli incontri, ma costantemente, tanto da creare un clima davvero particolare e unico. Il tema scelto, ‘Terra’, e la sua declinazione così legata a quanto sta tragicamente attraversando in questi giorni l’Europa evidentemente ha saputo intercettare un sentimento collettivo forte e diffuso. Penso che il compito di un’istituzione culturale sia anche questo, dare voce e corpo, risposte e opportunità alle comunità e alle persone”.

Con questa positiva chiusura, Libri Come dà appuntamento a scrittori, editori e visitatori al prossimo anno. 

“È stata un’edizione – dichiara Marino Sinibaldi – particolarmente importante e particolarmente difficile perché le ferite che abbiamo alle spalle e i fatti che accadono nel mondo ci ponevano davanti al problema cruciale di mettere in piedi una festa senza apparire un giardino incantato, una bolla cieca e sorda a quello che succede all’esterno. La parola Terra si è rivelata adatta a convogliare tante delle domande che riguardano il pianeta che dobbiamo riscoprire socialmente dopo la pandemia, il pianeta che dobbiamo salvare di fronte all’emergenza ecologica, e insieme

il mondo, il terreno, il territorio dove la geopolitica si manifesta nelle forme violente di una guerra, di un’invasione come quella ai danni dell’Ucraina, che ci ha accompagnati in forma evidente in tutte le giornate, in tutti gli appuntamenti di questa festa.”

Fonte : Roma Today