L’Ucraina rischia di essere una nuova Siria?

La Russia in Siria ha usato poi armi non convenzionali, vietate dalle convenzioni internazionali. È il caso delle bombe a grappolo, che non permettono una precisione chirurgica nell’attacco e quindi coinvolgono nella distruzione tutto ciò che sta intorno all’obiettivo che si vuole colpire. O di quelle al fosforo bianco, un’arma chimica che provoca ustioni letali bruciando tessuti molli e ossa fino a calcificarle. Infine risulta siano state usate anche le cosiddette bombe bunker-buster, capaci di penetrare nei sotterranei e distruggere anche ciò che non si vede in superficie. Qualcosa di cui la Russia di Putin si era già servita in modo massiccio nella guerra in Cecenia contro i separatisti islamici, soprattutto nell’assedio di Grozny del 2003. La città venne rasa al suolo con la solita strategia di Mosca per cui l’unico modo di vincere contro il nemico è far scomparire le sue roccaforti, vale a dire città intere, senza quindi fare distinzioni tra obiettivi civili e militari.

II parallelismo con l’Ucraina

Diversi analisti temono che oggi la Russia in Ucraina voglia replicare quanto fatto in Siria e in Cecenia. Dopo due settimane di conflitto, alcuni elementi sembrano supportare questa tesi. I bombardamenti russi appaiono indiscriminati nonostante il presidente Putin continui a ripetere di non volere colpire civili. 

Twitter content

This content can also be viewed on the site it originates from.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affermato che dall’inizio del conflitto le forze russe hanno colpito almeno 16 centri sanitari e il 9 marzo i raid russi hanno distrutto l’ospedale pediatrico di Mariupol. Decine di scuole hanno fatto la stessa fine, così come molti edifici residenziali. Bombe a grappolo e termobariche, le stesse con cui si è martoriata la Siria, sono state utilizzate a Kharkiv, colpendo anche un asilo, secondo Amnesty International. Anche qui poi sono operativi i combattenti del Gruppo Wagner, che già si sono contraddistinti per la loro brutalità. E Il tentativo di aprire corridoi umanitari è più volte naufragato per le violazioni di Mosca del cessate il fuoco, proprio come avveniva ad Aleppo quando le persone in fuga dalla città avevano denunciato di essere finite sotto il tiro dei proiettili.

“A causa dell’inerzia della comunità internazionale in Siria, Putin ha avuto il via libera per intraprendere azioni brutali simili altrove”, ha denunciato l’attivista siriana Huda Khayti. E proprio in Siria per stessa ammissione di Putin sarebbero state sperimentate e perfezionate le stesse armi usate oggi dalla Russia in Ucraina. “La Russia sta ricorrendo allo stesso brutale programma che ha causato morti e sofferenze nelle sue campagne militari precedenti, dalla Cecenia alla Siria. Secondo gli analisti la violenza indiscriminata in corso in Ucraina evidenzia però un cambiamento tattico, con i civili che portano sempre più il peso degli attacchi multifrontali russi, si legge su Foreign Policy. L’aggressione russa all’Ucraina rischia insomma di essere una nuova Siria. O forse anche peggio. 

Fonte : Wired