La lettura in Italia

Spesso parlando con amici, parenti o conoscenti ci capita di sentir dire quanto amino scrivere. Racconti, poesie, romanzi di avventura, storie d’amore e ancora tanto altro. Tuttavia in queste piacevoli conversazioni letterarie, non capita di ascoltare con la stessa frequenza quanto le stesse persone amino leggere. Eppure questo è un tema molto importante nel nostro Paese, dove sembriamo essere diventati sempre di più la patria degli scrittori, ma con poca voglia di lettura. Sarebbe come voler partecipare e ad una maratona senza aver mai fatto un giorno di allenamento: una bella impresa. A certificare il tutto ci sono, come sempre i numeri: in Italia, per ciò che riguarda i libri pubblicati solo nel 2019 per esempio, sono stati in media 237 libri al giorno, quasi 1,3 libri ogni mille abitanti; di questi, due terzi sono novità (58,4%) e nuove edizioni (8,5%), mentre il restante (33,1%) è rappresentato dalle ristampe. Anche in termini di tiratura, le novità e le nuove edizioni coprono due terzi del mercato (54,9% di copie stampate di novità sul totale e 10,9% di edizioni successive), mentre circa un terzo della tiratura complessiva è costituita da ristampe (34,2% delle copie stampate) per un totale di 192 milioni di copie. Prendendo in riferimento lo stesso anno, ma osservando i dati legati alla lettura si può notare che poco meno della metà dei lettori (44,3%) dichiara di aver letto al più tre libri nei 12 mesi precedenti; si tratta dei cosiddetti “lettori deboli”, tra i quali si ritrovano poco meno della metà dei lettori maschi (47,4%) e delle persone tra 11 e 14 anni (47,0%). Il 15,6% si annovera tra i “lettori forti” (con almeno 12 libri letti nell’ultimo anno), valore in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2018. La maggiore propensione delle donne alla lettura si ritrova anche nell’intensità della lettura: il 16,7% dichiara di leggere in media un libro al mese, contro il 14,1% degli uomini. Statistiche che non cambiano (anzi peggiorano) guardando l’ultimo biennio, eccezion fatta per alcuni picchi dovuti, ovviamente, ai difficili mesi del Lockdown.

Realtà contro potenzialità, questo è ciò che emerge leggendo i numeri che al solito, sono glaciali. La potenzialità di avere un Paese di Stilnovisti e grandi scrittori, ma la realtà ci narra di una popolazione che non riesce a leggere oltre le 250 pagine l’anno. Nonostante tutto, per fortuna, ci sono anche numeri confortanti, i quali raccontano invece una piccola realtà diversa, dove esiste ancora una parte (sperando che aumenti) dei cosiddetti “lettori forti”. Dunque crediamo di doverci aggrappare a questa piccola barriera umana, per emergere dalla zona delle “sabbie mobili letterarie” nelle quali siamo finiti; infatti una terra con una storia culturale come la nostra, non le può permettere e non le deve accettare.

Fonte : Cultora