Michael Stipe espone la sua collezione d’arte alla Outsider Art Fair di New York. Guarda le sue opere

La Outsider Art Fair di New York ha ospitato, Maps And Legends, un’esposizione con opere provenienti direttamente dalla collezione personale di Michael Stipe.

Stipe è, da sempre, un estimatore di tutte le arti, comprese quelle figurative, e in oltre quattro decenni ha conosciuto tantissimi artisti, soprattutto della zona del sud degli Stati Uniti, dove è nato e dove è ora tornato a vivere. La vera passione di Stipe è la cosiddetta outsider art, o art brut, ovvero tutta quella espressione artistica lontana dai canali mainstream e commerciali, spesso nata per mano di artisti non professionisti, che operano senza seguire gli schemi convenzionali.

Affascinato da questi processi creativi, l’ex cantante degli R.E.M. ha raccolto molte opere che, ora, ha deciso di esporre. E persino di vendere: “Sono arrivato a quel punto della mia vita in cui mi sto sbarazzando delle cose – ha raccontato Stipe ad ARTnews – e sto ripensando agli effetti personali e alle cose materiali. Sto riesaminando e ripensando a ciò che ho intorno a me. Sto ripulendo tutto, liberandomi di molte cose”.

Il parallelo tra questa corrente artistica e l’idea che, da sempre, ha caratterizzato il carattere e la musica degli R.E.M. nasce spontaneo e si può ritrovare in più esempi.

Lo stesso rocker ha ravvisato, parlando con il New York Time, delle somiglianze e delle similitudini: “Questi artisti erano, per scelta o meno, fieramente indipendenti nella loro visione. E con gli R.E.M. eravamo fieramente indipendenti nella nostra visione, per la maggior parte, e ne sono davvero orgoglioso”.

Nel video di Radio Free Europe, il primo singolo della band, vediamo la casa di Howard Finster, un pastore battista e artista autodidatta, amico di Stipe, e una sua opera compare anche sulla cover del loro secondo album Reckoning. Il titolo dell’esibizione, Maps And Legends, fa esso stesso riferimento all’omonimo brano degli R.E.M. del 1985, oltre ovviamente a sottolineare l’importanza della provenienza geografica degli artisti in mostra.

Fonte : Virgin Radio