Casi covid al massimo storico in Cina, cosa sta succedendo tra nuovi lockdown e tamponi di massa

13 Marzo 2022

A causa di una improvvisa ondata di nuove infezioni, la cina sta affrontando la più forte ondata covid in due anni di pandemia: tornano lockdown e test di massa.

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Lockdown di interi quartieri ma anche di grandi città, tamponi di massa per tutti i residenti e attivazione di reparti covid in ospedale, uno scenario che sembra ricordare i tragici momenti vissuti nella prima ondata di contagi da coronavirus e che però in realtà sta interessando ora diverse metropoli della Cina a causa di una inattesa quanto improvvisa ondata di nuove infezioni. Le autorità di Pechino infatti da una settimana circa sono davanti a una recrudescenza dei casi di infezione covid che ha fatto scattare di nuovo la massima allerta in vaste aree del Paese. Secondo i numeri ufficiali forniti dalle autorità cinesi, nella sola Cina continentale si è già raggiunto il massimo storico dei casi covid con numeri che non si vedevano da febbraio 2020.

Per la Cina la più forte ondata in due anni di pandemia Covid

Secondo i dati della Commissione nazionale per la salute, nel Paese nelle ultime 24 ore si sono registrati quasi 3400 nuovi casi, scavalcando il record del giorno precedente di 3100 casi che erano arrivati dopo due giorni con oltre mille nuove infezioni. Una escalation che di fatto rappresenta la più forte ondata in due anni di pandemia Covid-19 per la Cina e che ha spinto le autorità a proclamare lockdown e test di massa in diverse località del Paese. Particolarmente colpita è la provincia nordorientale di Jilin, al confine con la Corea del Nord, che ha registrato 2.156 infezioni nell’ultimo giorno ma c’è preoccupazione anche per le megalopoli come Shanghai. A Jilin e Changchun avviati test di massa per fermare i cluster di trasmissione e nella seconda dovrebbe anche essere messo in funzione un ospedale da 1.500 posti letto, secondo quanto riporta il South China Morning Post.

Lockdown, test di massa e stop a riunioni di gruppo

A Shanghai e nella città portuale di Qingdao, nella provincia di Shandong, i residenti sono stati invitati a cancellare tutti i viaggi non necessari e a tutti i viaggiatori in entrata e in uscita è richiesto un test negativo entro le 48 ore. Anche a Pechino i viaggiatori non possono partecipare a incontri di gruppo per i primi sette giorni dopo l’arrivo. A preoccupare è il fatto che i numeri segnalano solo infezioni sintomatiche visto che la Cina non classifica le infezioni asintomatiche come casi confermati, e dunque i numeri dei contagiati sono molto più alti.

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Ondata di casi Omicron e politica zero covid

Alcune autorità sanitarie locali attribuito questa tendenza alla variante Omicron che sappiamo essere molto più trasmissibile anche se con sintomi generalmente meno gravi. Una situazione che ha spinto il governo di Pechino a ripensare alla politica zero covid in maniera da non danneggiare troppo l’economia. Al momento il paese si sta attrezzando per rafforzare la capacità diagnostica anche attraverso il via libera ai test fai da te.

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Fonte : Fanpage