Tim Berners-Lee ha una idea clamorosa: diventerà il world wide web

Una volta Tim Berners-Lee mi disse che il world wide web aveva tanti compleanni. Perché c’erano stati tanti momenti importanti per la sua affermazione. Ma il primo, in ordine cronologico, fu il 12 marzo 1989. Tim Berners-Lee aveva 33 anni, era un fisico e stava trascorrendo un periodo al CERN di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Non era tra i suoi obiettivi inventare qualcosa di nuovo su come gestire i documenti, ma è esattamente quello che fece presentando un documento al suo capo di allora,  Mike Sendall. Come scriverà molti anni dopo il Time, già dal titolo era qualcosa di “non attraente”: “Information Management: A Proposal”. Questo dimostra, dice sempre il Time, che Berners-Lee non stava provando a cambiare il mondo ma soltanto il modo in cui la grandissima quantità di informazioni che gli scienziati del Cern producevano e condividevano potessero essere archiviate in modo da essere collegate fra loro e quindi facilmente riutilizzabili. 

Sono andato a rileggermi il documento originale e ho trovato alcuni passaggi illuminanti. 

L’inizio: “Questa proposta riguarda la gestione delle informazioni sugli acceleratori e gli esperimenti al Cern. Affronta il problema della perdita di informazioni in sistemi complessi e propone una soluzione basata su un sistema a rete di ipertesti”. 

Lo scenario. “Molte delle discussioni sul futuro al Cern finiscono con la domanda: Sì, ma come faremo a tenere traccia di un esperimento così grande?”. Questa proposta ha la risposta… “.

La perdita di informazioni al Cern. “Se gli esperimenti fosse qualcosa di statico, allora tutte le informazioni relative potrebbero stare in un grosso libro. Ma in realtà il Cern cambia continuamente con la produzione di idee nuove, rese possibili da nuove tecnologie o dalla soluzione di ostacoli tecnici. tenere traccia di tutti questi cambiamenti continui in un libro è impossibile. Il tipo di informazioni di cui stiamo parlando sono per esempio: dove viene usato questo modulo? chi ha scritto il codice? dove lavora? quali documenti esistono in proposito? quali sistemi dipendono da questo strumento? a quali documenti si riferisce? Il problema della perdita di informazioni è particolarmente acuto al Cern ma il Cern è un modello in miniatura di quello che accadrà nel resto del mondo in pochi anni… Tra dieci anni forse ci saranno molte soluzioni commerciali a questo problema, ma oggi abbiamo bisogno di un modo per andare avanti”.

Il precedente. “Nel 1980 scrissi un programma per tenere traccia del software con cui lavoravo al sistema di controllo. Si chiamava Enquire e consentiva di archiviare pezzetti di informazioni e collegarli fra loro. Per trovare una informazione si procedeva per link da un foglio all’altro come in un vecchio videogioco di avventura. Lo usavo come registro personale di persone e moduli. Era simile all’applicazione Hypercard prodotta recentemente dalla Apple per il Macintosh. La differenza era che Enquire, anche se privo di una bella grafica, funzionava su tutti i computer e consentiva a molte persone di avere accesso agli stessi dati contemporaneamente”.

Mi fermo qui. Ma sono chiare alcune cose. Tim Berners-Lee stava provando a risolvere un problema pratico del Cern ma aveva già in mente che sarebbe presto servito a tutto il mondo.

Il 12 marzo 1989 presentò la proposta a Mike Sendall che annotò sulla copertina la famosa frase “vague but exciting”, vago ma eccitante. Un anno dopo Tim Berners-Lee ripresentò la stessa proposta, un po’ più dettagliata e con un nome più convincente, world wide web, e questa volta passò.

Mike Sendall morirà dopo una lunga malattia nel 1999. In quell’occasione Tim Berners-Lee scriverà: “Mike Sendall, mio grande amico e supervisore al CERN, è morto giovedì 15 luglio 1999 dopo una coraggiosa battaglia con il cancro. La sua saggezza, la sua intelligenza e il suo grande calore come persona hanno dato moltissimo a tutti quelli con cui ha lavorato. Era una persona meravigliosa. Era molto sagace, sempre pronto a trovare il punto debole che nessun altro aveva notato in un problema tecnico ma aveva anche le capacità diplomatiche per farlo notare. Era anche un gentiluomo inglese. Lo capii una volta che era arrivato all’aeroporto di Heathrow avendo dimenticato il passaporto. Quando le autorità doganali gli hanno chiesto come facevano a sapere chi fosse, posso immaginare mentre risponde “Ma davvero?” e quelli lo lasciarono passare. Fu Mike che portò avanti la mia idea di prendere uno di quei computer NeXT (quello fatto da Steve Jobs quando lasciò la Apple, ndr); e fu Mike che disse che potevo andare avanti con il mio progetto e usarlo per vedere di realizzare quell’ipertesto di cui parlavo. E quando io e Robert Caillau non avevamo idea su come andare avanti, Mike ci ha indicato la strada. Penso che ricorderò per sempre il suo sorriso calmo e quell’onnipresente scintillio negli occhi”.

Fonte : Repubblica