Sovranità sull’energia e più spese militari: il futuro dell’Europa deciso a Versailles

“Due settimane fa la Russia ha riportato la guerra in Europa”. Comincia così la dichiarazione di Versailles approvata nella reggia francese dai leader Ue all’unanimità. Il documento servirà da base per i piani attuativi che la Commissione europea annuncerà a maggio, ma traccia da subito la nuova strada intrapresa dall’Ue, segnando una netta sterzata rispetto al passato. La ‘potenza di pace’, che costruisce la sua forza sul soft-power economico, e fondata sui principi dell’economia di mercato mira oggi a diventare autonoma dall’energia russa e capace di rispondere alle minacce militari provenienti dall’esterno. 

“L’Ue ribadisce la propria intenzione di intensificare il sostegno all’ordine globale basato su regole, imperniato sulle Nazioni Unite”, si legge nella parte iniziale della dichiarazione. “Dobbiamo aumentare e migliorare drasticamente gli investimenti nelle capacità di difesa e nelle tecnologie innovative”, hanno affermato i leader che hanno perciò concordato di “incrementare considerevolmente le spese per la difesa”. I ventisette capi di Stato e di governo hanno inoltre stabilito la necessità di “proteggerci da una guerra ibrida in continua crescita, rafforzare la nostra ciber-resilienza, proteggere le nostre infrastrutture e combattere la disinformazione”. Tutti obiettivi che richiederanno nuove regole e spese extra. 

“Abbiamo convenuto – si legge ancora – di affrancarci gradualmente, quanto prima, dalla nostra dipendenza dalle importazioni di gas, petrolio e carbone russi”. Un traguardo da raggiungere “accelerando la riduzione della nostra dipendenza complessiva dai combustibili fossili, tenendo conto delle circostanze nazionali e delle scelte degli Stati membri in merito al loro mix energetico”. Biogas, Gnl e idrogeno sono citati nel documento che chiede alla Commissione di “proporre un piano REPowerEU a tal fine entro la fine di maggio”.

Un altro passaggio fondamentale della dichiarazione è quello dedicato alle materie prime, il cui approvvigionamento andrà garantito “attraverso partenariati strategici, esplorando la costituzione di scorte strategiche e promuovendo l’economia circolare e l’efficienza nell’uso delle risorse”. Tra i beni di cui l’Europa del domani non potrà e non dovrà fare a meno si citano i semiconduttori e i medicinali a prezzi accessibili, ma anche le  tecnologie digitali. 

“Miglioreremo la nostra sicurezza alimentare riducendo la dipendenza dalle importazioni di fattori di produzione e prodotti agricoli chiave, in particolare aumentando la produzione di proteine di origine vegetale nell’Ue”, hanno precisato i leader con un chiaro riferimento al mercato mondiale del grano, dell’orzo e di altri cereali oggi così drammaticamente dipendente da due Paesi: Russia e Ucraina. 

“Creeremo un ambiente che faciliti e attiri gli investimenti privati creando mercati finanziari europei più integrati, attrattivi e competitivi” si legge nel passaggio dedicato all’economia. Mercati che serviranno a finanziare l’innovazione garantendo la stabilità finanziaria “attraverso l’approfondimento dell’unione dei mercati dei capitali e il completamento dell’unione bancaria”. 

“Porteremo avanti il presente programma come singoli Stati membri e collettivamente”, conclude la dichiarazione di Versailles che lega i leader a nuovi impegni condivisi.

Fonte : Today