I 25 anni di Buffy l’ammazzavampiri e 5 episodi che non abbiamo mai dimenticato

Buffy l’ammazzavampiri faceva il suo debutto negli Stati Uniti il 10 marzo 1997: quella che poteva sembrare l’ennesima serie teen dai toni fantasy, tratta a sua volta da un non fortunatissimo film, si rivelò invece un fenomeno generazionale destinato a cambiare per sempre il volto delle eroine in tv. A fare da protagonista era Sarah Michelle Gellar, che dava il volto appunto a Buffy Summers, adolescente che si trasferisce nell’apparentemente paciosa cittadina di Sunnydale solo per scoprire che sotto la sua scuola si trova la Bocca dell’Inferno e lei è solo l’ultima erede di una stirpe di Cacciatrici, donne cioè preposte a combattere i vampiri che si nascondono da secoli tra gli esseri umani.

Guidata dal mentore Giles (Anthony Stewart Head) e supportata dagli amici, Willow (Alyson Hannigan) e Xander (Nicholas Brendon), Buffy affronta le sfide demoniache dovendo al contempo fare i conti con la propria vita da adolescente, tra temi ormai diffusissimi come bullismo, autolesionismo, promiscuità sessuale, e consueti turbamenti amorosi. Saranno ben due, paradossalmente, i vampiri che si contenderanno il suo cuore, prima Angel (David Boreanaz) e Spike (James Marsters). La potenza di una serie come questa è stata proprio quella di riscrivere il racconto adolescenziale utilizzando in sostanza il soprannaturale come metafora e contraltare delle turbe giovanili. Tutto merito della squadra del creatore Joss Whedon, un giovane sceneggiatore che sarebbe arrivato poi a dirigere gli Avengers, ma il cui ricordo proprio in Buffy è ora macchiato indelebilmente dalle recenti accuse di attrici come Charisma Carpenter, che lì interpretava Cordelia e l’ha accusato di diversi comportamenti molesti e violenti.

Con le sue sette stagioni trasmesse fino al 2003, Buffy l’ammazzavampiri rimane in ogni caso un esempio clamoroso di come un genere considerato in precedenza marginale, come l’horror fantasy, abbia saputo imporsi in tempi non sospetti nei gusti mainstream, alimentando una contaminazione che poi avrebbe fatto scuola nei decenni successivi. Ancora più importante è stata la scelta di proporre una protagonista femminile che non aveva bisogno di nessun uomo per imporsi e sconfiggere i nemici. Se volete ripassare insomma questo capitolo fondamentale della storia ecco un corso super accelerato in cinque episodi.

Fonte : Wired