Bose SoundLink Flex, Sonos Roam e B&O Beosound Explore: qual è il miglior altoparlante Bluetooth portatile?

Bose SoundLink Flex, Sonos Roam e B&O Beosound Explore sono senza dubbio alcuni fra i migliori altoparlanti portatili Bluetooth (mono) da impiegare con lo smartphone o altri dispositivi. Offrono una buona qualità musicale, hanno ingombri ridotti e soprattutto brillano per scelte di design che mediano tra funzionalità e gradevolezza estetica. Il contesto d’uso è davvero molteplice: si può andare dalla fruizione musicale domestica, alla giornata in spiaggia, la gita in montagna, il viaggio con lo zaino in spalla oppure e persino un aperitivo fra amici, magari consumato sul terrazzo. La potenza a disposizione è mediamente compatibile con ognuno di questi contesti.

Le scelte di design

Il Bose SoundLink Flex è un altoparlante grande come un portapenne; misura 9 x 20,1 x 5,2 cm e pesa circa 630 grammi. La zona posteriore è rivestita con un materiale in silicone mentre la griglia frontale è in acciaio verniciato a polvere. Non solo è piacevole al tatto ma resistente agli urti. Non a caso l’azienda certifica un grado di impermeabilità (max 30 minuti a un metro di profondità) e antipolvere IP67: sabbia e acqua non sono un problema; consente persino il galleggiamento. Una fettuccia in tessuto ad alta resistenza ne agevola poi il trasporto o l’eventuale aggancio a uno zaino tramite un moschettone. Insomma è compatibile con ogni ambiente, anche il più estremo pur offrendo una compita eleganza. Nella parte alta svela cinque aree di pressione che corrispondono all’accensione, gestione volume, multi-funzione e Bluetooth.

Il Sonos Roam è più compatto del modello Bose e ricorda un portaocchiali. Misura infatti solo 16,8 x 6,2 x 6 cm e pesa circa 431 grammi. La struttura esterna è in plastica resistente, mentre i due cappucci laterali sono in gomma. Tre led piuttosto minimali indicano lo status di connessione, microfono e carica. Punta sulla funzionalità più che la bellezza estetica – anche se il marchio palindromo è un acchiappa-sguardi. Assicurata anche una protezione di impermeabilità e antipolvere IP67. Sembra un po’ più metropolitano e meno avventuroso ma occupa davvero poco spazio, soprattutto quando lo si posiziona verticalmente. Una delle due superfici gommate ospita quattro zone di pressione che corrispondono al microfono, volume e multifunzione. Non manca un sottile tasto di accensione posteriore che abilita volendo anche uno status dormiente a basso consumo.

Il B&O Beosound Explore è un piccolo gioiello di ingegneria industriale realizzato in alluminio anodizzato di tipo II, quindi vanta una buona resistenza all’ossidazione e un’adeguata protezione contro usura e graffi. Anche in questo caso viene assicurata una certificazione IP67. Rispetto a Bose e Sonos gli ingombri sono ancora più ridotti: questo piccolo cilindro con tagli circolari e rivestimento interno in tessuto misura 8,1 x 12,4 x 8,1 cm e pesa circa 631 grammi. Pesantuccio da portare in giro, anche se la fettuccia abbinata è più comoda di quella Bose. Corretta l’idea di usare superfici gommate nella zona superiore e in quella inferiore; lo spigolo vivo e il metallo però mettono ansia e sarebbe un peccato rovinare l’altoparlante anche solo a causa della vicinanza di una borraccia nello zaino oppure uno sfregamento. Diciamo che il Beosound Explore sta benissimo in ambito domestico e forse è meno indicato per scampagnate da battaglia. La zona superiore mostra cinque aree di pressione che gestiscono rispettivamente l’accensione, volume, riproduzione e Bluetooth (l’unico con led di stato).

Come suonano?

Il Bose SoundLink Flex sfrutta due radiatori passivi e un altoparlante da 60 mm per fornire una buona qualità musicale anche se i bassi tendono a essere prevaricanti. L’effetto su una traccia pop come Peaches di Justin Bieber è comunque apprezzabile. Ancora di più se l’ascolto avviene all’aperto, dove un po’ di spinta sui bassi non stona. L’unica criticità si manifesta in una piccola stanza, ad esempio in bagno: il rimbombo costringe ad abbassare il volume. Peccato anche per la mancanza della funzione di equalizzazione nella app Bose Connect (Android e iOS). Ad ogni modo quest’ultima consente di gestire i nuovi collegamenti wireless, il timer di spegnimento, le istruzioni vocali e la modalità party se si connettono altri diffusi Bose via wireless. Utile invece la tecnologia proprietaria Bose PositionlQ che permette di rilevare automaticamente l’orientamento del diffusore e agire di conseguenza sull’audio. La differenza si sente soprattutto in relazione alle frequenze più basse.

Il Sonos Roam si affida a un altoparlante tweeter da 16 mm e un mid-woofer con amplificatori di classe D che offrono un buon equilibrio di ascolto. Complessivamente è meno potente del Bose e i bassi sono meno presenti, ma la resa è sempre gradevole e più equilibrata. Il suono tende a privilegiare i dettagli, soprattutto a ridotto volume l’ascolto appare rilassato. In Watermelon Sugar di Harry Styles ne esce un quadretto ben gestito: la voce che si staglia su chitarra, basso e batteria. Ecco, con il Bose la stessa traccia risulta più potente e piena ma leggermente adombrata dalle frequenze basse. Le parti si invertono con Je veux di Zaz dove le sonorità Sonos diventano esili, mentre quelle Bose abbastanza corpose da stimolare la voglia di ballare. Da sottolineare l’utilità della funzione Sonos Auto Trueplay (per iPhone) che grazie ai microfoni integrati del Roam adatta automaticamente il suono in relazione agli ambienti sia in modalità Wi-Fi che Bluetooth. L’unica debolezza del Roam è legata al fatto che quando si alza troppo il volume tende a essere meno efficace, mentre Bose e B&O se la cavano meglio.

Il B&O Beosound Explore monta due altoparlanti full range da 4,5 cm abbinati a due amplificatori da 30W in classe D. La potenza di emissione è analoga a quella del Sonos ma inferiore a Bose. L’equalizzazione standard tende a rendere le parti vocali un po’ scure con una leggera enfasi sulle frequenze medio-basse. Si può notare con una traccia come Thinking out loud di Ed Sheeran: la voce ne risulta quasi compressa, come se il giovane crooner fosse stato costretto a cantare in un angusto studiolo. Intervenendo però sull’equalizzatore si può alleggerire questa sorta di ombra. Ad ogni modo l’Explore risulta sempre piacevole all’ascolto anche se rispetto a Bose e Sonos ha meno estensione sulle frequenze basse e su quelle alte risulta un filo più squillante. Molto buona invece la capacità di propagare il suono a 360°, dove Bose fa peggio e Sonos strappa la sufficienza. 

Le funzioni aggiuntive

Il Bose SoundLink Flex si affida allo standard Bluetooth 4.2 e supporta il classico codec audio SBC; inoltre permette di connettere due sorgenti diverse e quindi passare da una all’altra con un tocco. Le funzioni Stereo e Party Mode della app consentono rispettivamente di ottenere una riproduzione stereo oppure la stessa riproduzione in contemporanea su due altoparlanti Bose. Abbinando il proprio smartphone (Android o iOS) si può sfruttare l’interfaccia vocale Google o Siri. In tal senso il microfono funziona bene, ma durante le chiamate telefoniche gli interlocutori denunciano un po’ un effetto vivavoce con rumori esterni. 

Il Sonos Roam supporta la tecnologia Bluetooth 5.0 (audio SBC e AAC), Airplay 2 e Wi-Fi 5. In pratica si può collegare il proprio smartphone o altro dispositivo sfruttando il Bluetooth, mentre il Wi-Fi entra in gioco se si desidera usare la piattaforma cloud Sonos che consente di integrare un centinaio di app di streaming musicale, godere di altri servizi e anche supportare una risoluzione audio massima di 24 bit/48 kHz (magari con Qobuz). Infine Airplay 2 è la tecnologia di elezione per i prodotti Apple, che per di più consente a tutti gli altoparlanti che supportano lo standard di essere accoppiati per creare un unico ambiente musicale. Ad esempio in questo test abbiamo abbinato il Roam anche con l’Apple HomePod Mini ottenendo una emissione sonora complessiva più potente. La medesima esperienza si è avuta con la soundbar Sonos Arc e sfruttando la funzione nativa Sound Swap che con un tocco passa l’audio da un altoparlante all’altro. Per quanto riguarda gli assistenti vocali sia Amazon Alexa che Google Assistant sono disponibili sotto rete Wi-Fi, basta attuare la propria scelta sull’app Sonos. Siri invece funziona solo con dispositivi iOS collegati via Airplay 2.

Il B&O Beosound Explore dispone della tecnologia Bluetooth 5.2 e supporta anche gli standard di abbinamento veloce Apple Fast Pair, Google Fast Pair e Microsoft Swift. Il suo codec audio di riferimento è SBC. L’app Bang & Olufsen per smartphone è molto essenziale ma mette comunque a disposizione un equalizzatore, abilita la configurazione stereo con un altro Explore. Una peculiarità è quella di poter usare il collegamento USB-C per la riproduzione audio via cavo generata da smartphone, portatile o altri dispositivi. Da sottolineare che il dispositivo è privo di microfono quindi non è previsto il supporto a interfacce vocali o la gestione chiamate. Un dettaglio interessante è che grazie al contributo del Bluetooth 5.2 è il modello che vanta in assoluto la più bassa latenza di collegamento, producendo benefici nella sicronizzazione con il video-streaming. 

 

Buona autonomia per tutti

Il Bose SoundLink Flex si ricarica tramite la porta Usb-C; la confezione include un cavetto da Usb-C a USB-A. L’autonomia massima dichiarata è di massimo 12 ore mentre il tempo di ricarica è di 4 ore. In linea di massima nel quotidiano con un livello di volume tendenzialmente al 50% si arriva a circa 8/9 ore, ma all’aperto è facile scendere sotto queste soglie. Il Sonos Roam mette a disposizione una porta Usb-C e un cavo analogo a quello del Bose. Volendo supporta anche la ricarica wireless basata su standard Qi. L’autonomia dichiarata è di 10 ore ma nel quotidiano si arriva facilmente a non superare le 6 ore. Il B&O Beosound Explore si ricarica via Usb-C in circa 3 ore mentre l’autonomia dichiarata è di circa 27 ore; in realtà con un ascolto a volumi normali l’autonomia è praticamente dimezzata. La confezione include non solo il cavetto USB ma anche un comodo (e curato) moschettone per la fettuccia.

In conclusione

Il Bose SoundLink Flex è il modello più potente che consigliamo per le scampagnate, vacanze e ascolto all’aperto. È davvero l’altoparlante che trasmette le migliori sensazioni in relazione a potenziali rischi di urti, pioggia o cadute sia per il guscio gommato che la griglia frontale in acciaio. E poi quei bassi spinti, per altro non regolabili, al chiuso sono un po’ un limite per alcuni generi musicali; all’aperto invece vanno bene. Utile il microfono che consente di gestire le chiamate in vivavoce. Il suo prezzo di listino è di 169,95 euro ma online si trova facilmente con il 15-20% di sconto; è offerto nei colori nero, bianco e azzurro.

Il Sonos Roam è probabilmente il più equilibrato musicalmente e la sua leggerezza ne agevola anche il trasporto. Diciamo quindi un metropolitano che si presta alle gite fuori porta. Forse non è il massimo della bellezza, ma è anche un vero e proprio smart speaker con assistente vocale (ma è appena uscita la versione SL senza microfono). Poi la possibilità di impiegare, se si desidera, la piattaforma cloud Sonos in abbinamento al Wi-Fi potenzia lo spettro d’uso. Però al massimo volume perde in pulizia e tende a distorcere. Il suo prezzo di listino è di 199 euro (179 euro la versione SL) e online per ora è difficile trovarlo scontato; è offerto nei colori nero e bianco.

Infine il B&O Beosound Explore è quello dai materiali più lussuosi e il design più ricercato. Suona bene ma probabilmente rispetto ai concorrenti le sue migliori qualità sono nell’autonomia, gli ingrombi (anche se è pesantuccio) e la possibilità di funzionare tramite il collegamento via cavo USB-C. Da ricordare però che è privo di microfono. Il suo prezzo di listino è di 199 euro e per ora online è difficile trovarlo scontato; è offerto nei colori nero, castagna, verde, grigio e blu.

Fonte : Repubblica