I presidi di Roma incontreranno (dopo vari solleciti) il comune: “Basta chiacchiere”

Giovedì 17 marzo i presidi di Roma e provincia sono stati invitati a un incontro in Campidoglio con l’assessora alla scuola Claudia Pratelli, al quale sarà presente anche la Città Metropolitana. Un passo avanti nel rapporto tra istituzioni e dirigenti, dopo mesi di silenzi denunciati dal numero uno dell’associazione romana, veterano dei presidi, Mario Rusconi. 

“Siamo rimasti molto delusi come presidi di Roma e della provincia – spiega a RomaToday -, perché alle nostre richieste fatte fin da settembre, rinnovate a ottobre, a gennaio e a febbraio non veniva data nessuna risposta. Alla fine, anche dopo qualche mia intervista, l’assessora mi ha contattato, sappiamo che anche il sindaco Gualtieri si sta interessando. Noi non abbiamo bisogno di visibilità, chiediamo però che essendo noi punto riferimento della stragrande maggioranza dei presidi, si prenda in considerazione la nostra voce più di quanto accaduto in passato, anche recente”.

Ma su cosa verterà l’incontro della prossima settimana? Sul tavolo arriva prepotente una nuova emergenza, quella Ucraina: “Giustamente le scuole romane accoglieranno studentesse e studenti in fuga dalla guerra – prosegue Rusconi – quindi è necessario che vengano individuati gli spazi che per troppo tempo abbiamo chiesto senza ottenere risposta, per evitare che classi già ai limiti della capienza diventino ufficialmente dei pollai. Il secondo punto è di natura sanitaria, perché l’Ucraina è uno dei paesi con la copertura vaccinale minore”.

Uscendo dal tema emergenziale, Rusconi lancia lo sguardo al futuro, ovvero all’anno scolastico 2022/2023: “Chiederemo il ritorno all’orario unico di entrata  – continua  – quindi di conseguenza gli enti locali, inclusa la Regione che gestisce Cotral e Astral, dovranno potenziare i mezzi a disposizione del trasporto pubblico”. Insomma, i presidi vogliono più fatti e meno fumo e si aspettano investimenti pianificati sull’edilizia scolastica. “In tanti anni mai nessuno ci ha chiesto di vedere i documenti di valutazione del rischio che le scuole fanno fare a professionisti – sottolinea – grazie ai quali le amministrazioni competenti potrebbero scoprire quali sono le criticità ricorrenti nei nostri edifici: sistemi antincendio inesistenti o vetusti, presenza di amianto, assenza dei maniglioni di emergenza. E sono solo alcuni punti di una lunga lista. Fino ad oggi ci si è mossi sull’emergenza, adesso ci vuole un piano organico di ristrutturazione. Non farlo è una mancanza di rispetto verso le famiglie”. 

Fonte : Roma Today