Guerra in Ucraina: 5 cose da sapere oggi

Le forze militari russe hanno ripreso l’avanzata verso Kiev, capitale dell’Ucraina, nella guerra iniziata da oltre 2 settimane. La strategia di Mosca, condizionata anche dalla resistenza dell’esercito ucraino, molto più preparato, più motivato e meglio equipaggiato di quanto previsto dal Cremlino, è cambiata sul terreno: città strette d’assedio e aumento dell’impiego di armi a lunga gittata. Cosa succederà adesso? Notizie, scenari e prospettive.

Guerra Ucraina: 5 cose da sapere oggi

Si stringe il cerchio intorno a Kiev: le forze russe sono a soli 15 km dal centro. Cosa vuole Putin prima di sedersi al tavolo dei negoziati: la chiave Mariupol. Il malumore in Russia cresce nei cosiddetti corridoi del potere: moltissimi tra i fedelissimi del presidente non erano stati informati dei reali piani del Cremlino in Ucraina. Per conquistare tutto il Paese alla Russia servirebbero 600mila soldati costantemente impegnati: insostenibile. Perché non ci saranno no-fly zone. Ecco 5 cose da sapere oggi sulla guerra in Ucraina: il punto a inizio giornata.

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

1) Si stringe il cerchio intorno a Kiev

Il convoglio di mezzi militari russi che i satelliti hanno fotografato per giorni sulla strada per Kiev si è sciolto e i mezzi sono stati ridislocati. Secondo le immagini satellitari riprese da molti media internazionali le forze di Mosca si sono posizionate intorno alla capitale Ucraina, in alcuni casi assumendo già posizioni di combattimento. Si teme che nelle prossime ore possa scattare un nuovo massiccio attacco a Kiev. Le forze russe nelle ultime 24 ore sono avanzate di 5 km verso Kiev. Secondo fonti della Difesa Usa ora le truppe russe che avanzano da nord-ovest sono a soli 15 km dal centro cittadino, mentre quelle che avanzano da nord-est sono a 40 km da Kiev. Almeno sei grandi città vivono sotto le bombe. Di giorno e soprattutto di notte, gli aerei russi sganciano il loro carico letale tra case e palazzi: ieri i reparti di Mosca sono andati all’assalto ovunque: per il quindicesimo giorno di fila sono avanzati di pochi chilometri e hanno subìto perdite pesanti.  

2) Cosa vuole Putin prima di sedersi al tavolo dei negoziati: chiave Mariupol

I colloqui di ieri in Turchia tra Lavrov e Kuleba sono falliti. Prima di qualunque accordo, Putin sembra avere un piano: conquistare le due città che gli impediscono di raggiungere il risultato minimo della campagna militare ucraina. Se espugnerà Volnovacha e Mariupol, nel sud del Paese, potrà sostenere di avere unito il Donbass alla Crimea, impossessandosi dell’intero Mare d’Azov e ripristinando le forniture idriche ed elettriche alla penisola occupata nel 2014: nessun “trionfo”, ma un risultato tangibile da offrire al suo popolo per non apparire sconfitto. Da una lunga guerra in Ucraina la Russia ha tutto da perdere (a livello di vittime e a livello economico). Le forze ucraine non intendono cedere: quella di Mariupol sta diventando la battaglia chiave dell’intera guerra. I morti in città sono più di 1.000 e vengono scavate nuove fosse comuni: ormai non è più possibile portare i corpi fino ai cimiteri fuori città.

3) Perché non ci saranno no-fly zone

Non ci saranno nel futuro prossimo no-fly zone sull’Ucraina, Kiev non potrà contare nemmeno sui Mig-29 polacchi per pattugliare i cieli. La linea di Washington è netta. Sullo stop alla consegna degli aerei agli ucraini, l’Amministrazione Usa si è però spaccata. Mentre il segretario di Stato Antony Blinken apriva all’opzione, il Pentagono si è detto subito contrario. I motivi? La logistica è complessa, ma pesano più di tutto le valutazioni dell’intelligence arrivate sulla scrivania del segretario della Difesa Lloyd Austin: la Russia percepirebbe l’entrata in campo dei Mig-29 come un esplicito atto di guerra. L’allargamento del conflitto diventerebbe a quel punto una conseguenza reale. Secondo altre fonti Usa è vero che la massima efficacia da un punto di vista militare l’avrebbe l’imposizione di no-fly zone. Ma presentano anche il massimo livello di rischio. La no-fly zone non fermerebbe comunque la fanteria e l’artiglieria russa – oltre che le operazioni delle milizie nelle città ucraine.  

4) Chi conosceva i reali piani di Putin 

Il malumore in Russia cresce nei cosiddetti corridoi del potere: moltissimi tra i fedelissimi di Putin non erano stati informati dei reali piani del Cremlino in Ucraina, né erano pronti in alcun modo a fronteggiare le sanzioni occidentali. “Ma chi decide di dimettersi rischia la galera”, riportano varie fonti russe oggi sui quotidiani italiani. Chi per anni si era costruito una reputazione e un impero in patria o aveva coltivato una dolce vita all’estero tra ville in Occidente ed enormi conti nascosti oggi vede i suoi castelli sgretolarsi come sabbia sotto il durissimo colpo delle sanzioni occidentali. Un quarto dei funzionari ai vertici starebbe ragionando se dimettersi per protesta, ma di fatto non succederà: l’accusa in quel caso è di tradimento. Dimettersi adesso “verrebbe visto come un tentativo di fuga”, ha confermato ai media russi indipendenti un’altra fonte governativa. A essere stati informati della reale volontà di Putin di invadere l’Ucraina erano solo il ministro della Difesa Serghej Shojgu, il capo di Stato Maggiore delle forze armate Valerij Gerasimov e i leader del controspionaggio. Il capo di gabinetto dell’ufficio presidenziale, Anton Vajno, era totalmente all’oscuro. Una delle poche speranze per la trattativa è il fronte interno russo. Mentre si registrano malumori anche nell’esercito, le aziende e banche internazionali lasciano Mosca e le sanzioni si fanno sentire.

5) Per conquistare tutta l’Ucraina alla Russia servirebbero 600mila soldati

Secondo gli esperti militari della Nato, per prendere e tenere l’intero territorio ucraino, la Russia dovrebbe costantemente impiegare 600mila soldati: una mobilitazione insostenibile per qualsiasi potenza militare. Nel 2003 per vincere e piegare a suon di bombe la resistenza cecena i russi misero in campo 150 uomini ogni mille abitanti di quella piccola repubblica islamica del Caucaso: data la differenza di popolazione, per avere lo stesso risultato in Ucraina dovrebbero impiegare 6 milioni di soldati.

Fonte : Today