Governo utilizza Golden Power e annulla vendita di società che produce droni a investitori cinesi

10 Marzo 2022

Il Consiglio dei ministri ha deciso di utilizzare la normativa sulla Golden power per annullare la vendita del 2018 della società di droni militari Alpi Aviation alla società Mars Information Technology, registrata a Hong Kong.

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Il Consiglio dei ministri ha deciso annullare la vendita del 2018 di Alpi Aviation, società che produce droni per impieghi militari, alla Mars Information Technology, società registrata ad Hong Kong e collegata ad investitori cinesi. La decisione, confermata da Palazzo Chigi, è stata presa sulla base della normativa sul Golden Power, che consente al governo di opporsi all’acquisto di imprese considerate strategiche, nei settori della difesa, dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Con questo strumento l’esecutivo ha poteri speciali e può anche anche porre veti per gli acquisti in  determinati settori.

La notizia è stata confermata da fonti di Palazzo Chigi. Come ricostruisce Reuters era stata aperta un’inchiesta l’anno scorso sulla vendita nel 2018 ai player cinesi di una quota del 75% di Alpi Aviation, con sede nel Nord Italia, azienda in provincia di Pordenone che produce droni militari, aeromobili e veicoli spaziali. La Guardia di Finanza ipotizzava una violazione della legge sulla movimentazione di materiali di armamento e possibili violazioni della disciplina del Golden Power, introdotta nel 2012, che tutela le aziende italiane strategiche, nell’interesse nazionale.

La notizia sull’inchiesta si era diffusa nel settembre scorso, quando si seppe anche che l’azienda, fondata da imprenditori friulani, dal 2018 era stata rilevata, attraverso un gruppo di Hong Kong, da due importanti società governative cinesi. La Guardia di finanza, che aveva denunciato 3 manager italiani e 3 manager cinesi, aveva contestato in particolare il fatto che il subentro, rispetto all’originaria proprietà italiana, era stato portato a termine in modo da non far emergere il nuovo socio, con ritardi nelle comunicazioni amministrative e omettendo di informare preventivamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’acquisto della maggioranza dell’azienda, violando dunque il Golden Power. Oltre ad annullare l’accordo, il governo italiano ha anche inflitto sanzioni alle persone coinvolte.

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Secondo la Reuters la vicenda dimostra quanto sia facile che i passaggi di proprietà nelle aziende sfuggano ai radar, in un momento in cui cresce la pressione negli Stati Uniti e in Europa sul monitoraggio dei potenziali rischi per la sicurezza nazionale che provengono dagli investitori cinesi.

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Fonte : Fanpage