Carburante troppo caro, i carroattrezzi spengono i motori: soccorso stradale a rischio

Il costo del carburante è ormai in crescita esponenziale spinto dalle quotazioni del petrolio in forte aumento e il caro benzina rischia di fermare anche il soccorso stradale. Ha annunciato lo stato di agitazione l’Ancsa, l’associazione sindacale dei soccorritori stradali e dei custodi giudiziari. I prezzi alle stelle sferzano gli operatori che rischiano di dover interrompere il servizio. A Roma e provincia sono circa 500 i mezzi attivi che ogni mese, dicono i dati dell’associazione, rispondono a circa 40mila chiamate. 

Carburante troppo caro: soccorso stradale a rischio

“La categoria dei soccorritori stradali, già duramente provata dagli effetti della pandemia, durante la quale ha continuato a fornire comunque assistenza al trasporto pubblico e privato senza ricevere alcun aiuto da parte dello Stato, non riesce più a far fronte alla crescita quotidiana dei costi gravanti sulla propria attività” – sottolinea la presidente dell’Ancsa, Eleonora Testani. 

L’associazione denuncia “le mancate risposte” della società di servizio per la revisione delle tariffe applicate nei contratti stipulati con le imprese di soccorso stradale, “ne consegue che tutto il peso degli aumenti – scrive – resta esclusivamente a carico dell’operatore che materialmente effettua il soccorso o il recupero del veicolo a seguito di avaria o di incidente stradale”. Da qui la crisi con molte aziende che stanno iniziando a lavorare in perdita. 

I soccorritori stradali: “Iniziamo a lavorare in perdita”

“Una condizione – dice Testani – che non può andare avanti ancora per molto”. Così anche il soccorso stradale protesta e spegne i motori. “Da anni chiediamo in ogni sede che siano individuate modalità che regolino il soccorso e che ne tutelino le specifiche professionalità. E’ sconcertante e pericoloso che chiunque si possa improvvisare soccorritore stradale, seppur privo di adeguata formazione e dei mezzi adatti alle diverse tipologie di intervento; la sicurezza stradale passa anche attraverso modalità di soccorso che non mettano in pericolo operatori, forze dell’Ordine ed utenti della strada. Forse siamo l’unica categoria di lavoratori che chiede allo Stato regole e non aiuti economici. A questo punto confidiamo nell’attenzione del presidente del Consiglio Draghi e dei Ministri competenti per superare queste criticità e riaccendere i motori”. 
 

Fonte : Roma Today